Intervista a Renato Ardovino

“Il RE del Cake Design”.

Il matrimonio è una vera e propria “fabbrica dei sogni” e, in questo giorno così speciale, uno degli elementi più importanti del banchetto è la torta nuziale che, secondo la tendenza di questi ultimi anni, è sempre più spettacolare e personalizzata. Renato Ardovino, il protagonista del Cooking Show su Real Time e uno dei maggiori esponenti del Cake Design italiano, ci parla della sua passione e delle sue splendide creazioni.

Come è cominciata la tua carriera?
Ho iniziato aprendo una sorta di “Cafè – Pasticceria”, che non è una pasticceria tradizionale, ma un locale molto comune dalle mie parti, al sud. Da noi non trovi solo le torte classiche; in genere sono al taglio, un po’ stile “viennese”, spesso rivisitate o completamente inventate. Un poco alla volta, passo dopo passo, la nostra creatività ci ha fatto apprezzare anche da una clientela più particolare, in gran parte composta da persone che amano anche le creazioni più “artistiche”.

Come sei arrivato a condurre il tuo programma su Real Time?
Per una coincidenza, un caso. Una persona (napoletana) che lavora al canale, si stava per sposare e voleva festeggiare in un albergo di Sorrento. Cercando su internet la torta per il suo matrimonio, questa persona ha trovato la mia pagina Facebook ed il mio sito, in cui ha visto quello che realizzavo… e, alla fine, la torta non l’ha fatta fare a me! (Ride) Però, è rimasta colpita dalle mie creazioni e, dopo aver parlato con i suoi collaboratori, ha deciso di chiamarmi al mio Cafè, dicendomi di aver trovato quello che stavano cercando e chiedendomi se fossi interessato ad una trasmissione televisiva che raccontasse un po’ quelli che sono i decori, le ricette e le tecniche di quest’arte.

Hai accettato subito la proposta?
Ero un po’ sorpreso e sconvolto (ride) perché sono molto riservato, timido… Quindi, pensare di stare davanti alla telecamera per condurre un programma, per me era veramente “tosta”. Le prime volte, la tensione e l’imbarazzo si sono fatti sentire, ma poi, piano piano, mi sono abituato e sciolto sempre di più. Diciamo che mi sono voluto mettere in discussione perché non potevo ignorare il fatto che, in questo momento di crisi, ottenere visibilità grazie ad un’occasione del genere, è una manna dal cielo!

Quanto è stato importante diventare un personaggio televisivo per il tuo lavoro?
Importantissimo. Innanzitutto per la visibilità di cui parlavo prima che, in quanto a popolarità, mi ha fatto uscire dai confini della Campania, poi perché la gente mi viene a trovare, è curiosa, mi vuole conoscere, assaggia le mie torte… sono tutte cose molto positive. Diventare il testimonial di un’azienda, partecipare ad eventi… ovviamente tutto questo si riflette anche sul mio lavoro.

La cosa o l’ingrediente che non manca mai nella cucina di Renato?
Non manca mai niente. Tutto quello che mi serve per lavorare è sempre presente: l’importante è che i prodotti siano sempre di grande qualità e di prima scelta. Soprattutto non mancano mai la voglia di fare e la passione, indispensabili per poter creare sempre qualcosa di diverso.

Hai una ricetta, un dolce del cuore?
Sono diverse le ricette che, sperimentando e modificando, diventano un po’ mie.  Però quella che ho più nel cuore è una Charlotte con crema al mascarpone e frutti di bosco.

Due delle tue torte sono state esposte alla 54° Biennale di Venezia. Quindi, possiamo considerarle, a tutti gli effetti delle vere e proprie opere d’arte. Ti piacerebbe poter creare una torta personalizzata per un personaggio famoso?
(Ride) Guarda, te la butto lì… Mina. Perché l’adoro come artista. Tutte le copertine dei suoi album sono curate da Mauro Balletti (disegnatore e fotografo) e le sue caricature mi potrebbero ispirare per una torta più di qualsiasi altra immagine.

La richiesta più pazza che ti hanno mai fatto?
Le richieste più bizzarre che mi arrivano, di solito riguardano le torte personalizzate. Mi è capitato di farne una per un matrimonio interamente dedicato ad “Alice nel paese delle meraviglie”. Una torta gigantesca, che quasi sembrava più adatta ad una festa per bambini, ma trattandosi di un matrimonio tutto incentrato su questa favola, anche la torta doveva seguire il tema. Lo sposo era vestito da Bianconiglio, la sposa da Alice: durante il taglio della torta gli sposi hanno liberato dei colombi bianchi… sicuramente, un po’ particolare… Per un gastroenterologo ne ho fatta una davvero ironica: rappresentava il dottore con in mano i suoi strumenti e una sua paziente sdraiata sul lettino in modo un po’… compromettente. Ma poi è il bello del mio lavoro: poter creare dei pezzi quasi unici, in cui dar sfogo alla passione e alla fantasia. Ogni tema, ogni occasione, ogni argomento, possono essere riprodotti attraverso le torte.

Progetti per il futuro?
Non ne posso ancora parlare, ma c’è qualcosa in cantiere. Intanto, per l’autunno, sono confermati sia il programma che un nuovo libro, diverso dal primo, perché meno legato alla trasmissione di cui riproponeva i vari episodi. In questo, invece, verrà sviluppato il concetto di Cake Design: a partire dall’idea si passerà ad elaborare il progetto, gli schizzi e la ricetta fino ad arrivare all’esecuzione, accompagnando ogni passaggio con immagini molto belle e curate. L’intento è quello di realizzare un libro da collezione, con una veste molto elegante. Io ci ho messo tanto impegno e tanto lavoro; mi auguro che sia pronto per l’autunno.

Un sogno per il tuo futuro? Cosa ti piacerebbe fare?
(Sorride) A volte mi guardo intorno e vedo molta tristezza: disoccupazione, crisi… perciò il mio sogno è quello di continuare a fare quello che faccio, ma sempre meglio. Considero una fortuna potersi mantenere coltivando la propria passione. In futuro, mi piacerebbe avere anche un laboratorio un po’ più grande, magari con una linea di prodotti miei… Diciamo che ci stiamo lavorando…