Luca Di Bartolo – Fotografo del mese di Ottobre 2016

LIFESTYLE Magazine presenta il Fotografo del mese

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Tra le cose che mio padre faceva per portare i soldi a casa c’erano quella di fare il traduttore per la Bimota, e di fotografare motociclette. Un giorno acquistò l’attrezzatura per la camera oscura e cominciai a passare alcune ore con lui; la camera oscura era un luogo magico. A circa 8 anni, con una Zeiss Contaflex (una macchina vera), iniziai anche io a fotografare. Con quella, scattai le mie prime foto “storiche” a Urbino. Mi sono occupato per anni di archeologia industriale immortalando soprattutto fornaci, spesso con pellicola in bianco e nero. Durante i viaggi ho fotografato natura e architettura. Dal 2005, ho iniziato a fotografare il mondo della danza. Quando vivevo a Firenze, lo facevo in modo costante per compagnie e interpreti. Ho realizzato alcune mostre fotografiche, di cui una all’aperto sotto l’Arco d’Augusto, dove le persone fruivano a grandezza naturale delle immagini dei danzatori. Da un anno, realizzo anche video, sempre per la danza; in questo mezzo espressivo trovo nuova linfa e ispirazione per costruzioni narrative, in cui ho maggiore libertà nel modulare le emozioni.

3 aggettivi per definirti:
Sensibile, emotivo, istintivo.
Che rapporto cerchi di instaurare con il soggetto che vuoi ritrarre?
Essendo un fotografo di danza non sempre c’è un rapporto diretto con il soggetto ritratto, non sempre lo conosci e gli parli. Il fatto di conoscerlo determina una certa differenza, è più semplice ritrovarsi assieme negli spazi limitati di un retropalco o nei camerini. La fotografia necessita di empatia, che può nascere dalla condivisione di energia sul palco. Quando ci si conosce ci si sorride nel backstage, questo fa enorme differenza: quando poi ci si ritrova ancora sul palco tutto risulta più naturale. Spesso lo scatto fotografico riesce a descrivere una situazione meglio di molte parole.
Come cogliere l’attimo giusto?
Sul palco per cogliere l’attimo è necessario sentirlo nel cuore, per me è così. Si tratta di sentire l’arte che attraversa l’aria e arriva a chi si pone di fronte a essa. L’attimo può essere quello deciso dal coreografo ma anche, questi sono gli attimi speciali, momenti in cui nulla è previsto ma arriva comunque. Fermare la luce che da forma alla forza del danzatore.
Quali sono i fotografi che ti hanno maggiormente ispirato nella tua carriera?
Diciamo che a livello di fotografi di scena mi sono sempre unicamente mosso di cuore, ho sempre avuto passione per Degas che a modo suo era sicuramente un “fotografo”.

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Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

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