Marianna + Caterina + Gabriele
 = me la cavo alla grande

Agnese De Luigi è mamma di tre bambini e ci racconta le sue giornate

Gabriele è arrivato nella vita di mamma Agnese De Luigi e di papà Matteo Cavicchi l’8 maggio di quest’anno. Ha poco più di sei mesi ma si capisce bene che è un bambino socievole, sorride tanto e gli occhietti chiari guizzano da una parte e dall’altra, allegri e curiosi. È possibile che tanta vivacità gli arrivi dall’ambiente che lo circonda. Infatti, Gabriele non è il primo bambino di questa giovane coppia 37enne. È il terzo arrivato dopo Marianna, che ha sette anni e Caterina, di tre.

Tre figli stravolgono i ritmi di vita o no?
“Beh…, diciamo che hanno modificato il mio modo di vivere e anche di vedere le cose. – Spiega Agnese. – Prima di diventare mamma di Marianna, non pensavo di essere una donna particolarmente amante dei bambini ma dopo il suo arrivo sono cambiata radicalmente. Oggi, non potrei concepire la mia vita senza figli. Ho anche cambiato occupazione: prima ho lavorato in diverse aziende; oggi insegno. Il lavoro a scuola mi permette di avere tempo libero, nel pomeriggio, che utilizzo per stare con i bambini. È molto importante passare del tempo con i propri figli e interagire con loro per cercare di farli crescere in maniera equilibrata. Del resto, ho messo al mondo dei figli per vederli giocare, cambiare, vivere…, non per lasciarli a una babysitter!”.

Com’è la sua giornata?
“In questo momento sono in maternità altrimenti, come ho detto, la mattina è dedicata alla scuola. Il pomeriggio sto con i miei tre figli: porto le bimbe al parco, a fare sport, dalle amiche con il piccolo in braccio o nella carrozzina. Poi ci sono gli impegni di casa e il marito. In alcuni giorni mi sento un po’ stanca ma è tutto molto bello. Ho sempre la sensazione di non sprecare mai il mio tempo, proprio perché mi dedico ai bimbi. Anche se, ad esempio, rimango un pomeriggio intero in un parco con loro, so che non è tempo perso perché sto facendo qualcosa di buono per la loro crescita. Sono anche aiutata dal fatto che le due bambine hanno un carattere molto tranquillo. Pensi che tempo fa, assieme a loro, io e mio marito siamo riusciti a partecipare a due matrimoni nello stesso giorno, uno a Napoli e l’altro a Roma. Per fortuna le bambine, in auto, hanno sempre dormito. E sono anche tanto aiutata da Matteo, che fa la sua parte. Venendo da una famiglia di quattro fratelli, si è abituato fin da piccolo a darsi da fare. Le bimbe, poi, sono innamorate del papà, soprattutto la più piccola, e stanno volentieri con lui. Poi lui si dà da fare con la griglia; ama il giardinaggio e sta dietro alle cose di casa. Così, se invitiamo i nostri amici, io mi dedico ai bambini e lui cucina. Insomma, riusciamo ad avere una vita sociale, anche con tre figli”.

Dopo due femmine, il maschietto lo avete cercato?
“Abbiamo sperato fosse un maschio. Dopo due bimbe, ci sarebbe piaciuto. Le prime due gravidanze erano state tranquille, devo dire. A parte il senso di nausea che mi sono portata dietro per tutti i nove i mesi. Marianna, dopo il parto, ha avuto qualche problema con il ritmo sonno veglia mentre Caterina non ci ha mai dato nessun tipo di problema. Speravamo in un altro “erede” tranquillo. Invece Gabriele ha avuto le coliche per i primi tre mesi e sonno molto irregolare. Quindi, abbiamo avuto diverse notti insonni terminate guardando delle bellissime albe. Però, ora è tranquillo; lo allatto a intervalli regolari e le coliche sono passate. Una sera sono anche riuscita a lasciarlo a casa per partecipare a una cena fra ex compagni di classe. Certo…, me la sono dovuta sbrigare un po’ velocemente per non mancare la poppata”.

Com’è il rapporto fra suo marito e Gabriele?
“È un po’ come se avesse trovato “una spalla maschile” in famiglia. Credo che si sentisse un po’ isolato fra tre donne. Con il bimbo fa cose che con le bimbe non poteva fare. Ad esempio, gli ha regalato il completino da calcio della Spal (mio marito è di Ferrara e tifoso della squadra della sua città). Una cosa che con le femmine non ha mai pensato di fare”.

Com’è andato il parto?
“Gabriele finiva il tempo il 14 maggio ma ha rischiato di nascere a Forlì perché io ero lì, il 7 maggio, a passare l’esame orale per il concorso da insegnante. Siamo rientrati a San Marino alle 22.30. Mio babbo mi ha salutato dicendomi: “La prossima volta che mi telefonerai sarà per il parto, fra qualche giorno”. Alle 4 di mattina dell’8 si sono rotte le acque. L’ho chiamato e lui, senza neanche farmi parlare: “arrivo subito”. Gabriele è nato alle 9 di mattina senza nessun problema. Un paio di spinte e via. Devo dire che anche con le bambine era andata allo stesso modo. Ho avuto tre parti molto belli e sereni. Anche per merito del reparto di ginecologia dell’Ospedale di San Marino: tutti sono stati estremamente cortesi e professionali. Mi sono quasi sentita in vacanza”.

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Redazione

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