Medicina. Anoressia, bulimia e ortoressia. Ne parliamo con la dietista Luciana Cicconetti.

Cosa sono e quali comportamenti inducono. Ce ne parla Luciana Cicconetti, dietista riminese.

Luciana Cicconetti è una dietista che lavora sul territorio riminese, e non solo, da più di trenta anni. É specializzata nel trattare i disturbi del comportamento alimentare, operando sempre in stretta correlazione con medici e psicoterapeuti. Oggi, oltre a seguire queste tipologie di casi clinici, ha anche una clientela con normali esigenze di salute e dimagrimento. Le abbiamo chiesto di parlarci di anoressia, bulimia e ortoressia.

Quando si parla di disturbi del comportamento alimentare, si parla soprattutto di anoressia, bulimia e, da qualche tempo, anche di ortoressia. Può spiegarci queste tre malattie e in cosa consiste il suo intervento?
“L’anoressia nervosa è un problema mentale e psicologico. Colpisce lo 0,8% della popolazione femminile occidentale tra i 12 e i 25 anni, senza differenze di ceto. É frequente nel mondo della moda e della danza ma da vari anni è molto diffuso fra le ragazze in tutti gli ambiti. Questo proprio a testimoniare che non si tratta di un problema reale ma psicologico. Infatti, spesso ne soffrono ragazze già magre che si percepiscono grasse. Allora, fra le altre cose, si auto impongono una dieta esageratamente ipocalorica (pur cucinando spesso per gli altri ma senza poi mangiare le cose che preparano), conducono un’attività fisica estrema, quando fanno la spesa sono maniacalmente attente al numero di calorie indicate sulle confezioni di cibo e, alcune di loro, si inducono il vomito pensando di dimagrire ulteriormente. Uno squilibrio alimentare così accentuato e per lungo tempo, porta poi a dei problemi fisici tipo la perdita di capelli, la scomparsa delle mestruazioni, danni a polmoni, cuore, reni, ossa e altro ancora. Questi problemi, a loro volta, inducono alla depressione e all’isolamento sociale”.

E le persone bulimiche?
“Sono spesso persone borderline. Hanno cioè disturbi di altro genere, fra questi: sbalzi dell’umore, carattere impulsivo, disturbi dell’identità, aggressività verso se stesse. La bulimia è tipica nelle persone che non si vogliono bene a livello psicologico. Queste donne pensano, come le anoressiche, di migliorare la propria immagine perdendo peso, diventando così più belle (in realtà lo sono già, belle). Iniziano anche loro una dieta rigidissima ma hanno una dipendenza dal cibo che, ben presto, le fa “uscire” da questa dieta mangiando qualcosa in più. Questo provoca in loro un senso di colpa che le porta a veri e propri attacchi compulsivi di desiderio di cibo. Così, si accumula altro senso di colpa che porta a indurre il vomito. In questo modo pensano di non aumentare di peso. Invece, espellendo il cibo, non si perde peso, anz. Si provocano notevoli danni all’organismo: dalle ulcere esofagee o allo stomaco, ai problemi ai denti che vengono corrosi dai succhi gastrici”.

In cosa consiste l’intervento della dietista?
“La dietista, sempre in stretto collegamento con lo psicoterapeuta e il medico, inizia un percorso terapeutico che prevede una serie d’incontri con la paziente. Le sedute, in una prima fase, avvengono una volta alla settimana, poi una volta ogni due settimane e infine una volta ogni tre. Si eseguono una serie d’interventi che partono dalla misurazione del peso e dell’altezza per determinare la soglia minima di BMI (l’indice di massa corporea che fornisce il rapporto fra peso e altezza) e dal chiedere alla paziente di scrivere un vero e proprio diario alimentare di valutazione dell’introito calorico. Si passa poi alla pianificazione dei pasti; all’individuare tecniche per sviluppare abilità che eliminino comportamenti non salutari di controllo del peso e di abbuffate di cibo; si enfatizza la normalizzazione dell’alimentazione e del peso, fino alla prevenzione delle ricadute. Naturalmente le persone guariscono se decidono, dentro se stesse, di volerlo fare”.

Ultimamente si parla anche di ortoressia. Che cos’è? “Lei l’ha chiamata “malattia” ma, per correttezza, va detto che ancora non è riconosciuta come una patologia. É una nuova “tendenza” che si sta studiando ed è definibile come una sindrome nervosa caratterizzata dall’ossessione di un’alimentazione sana che spinge a eliminare gruppi di cibi essenziali per una dieta equilibrata. In realtà, si tratta di cibi che queste persone ritengono “sani” ma che all’interno di una dieta troppo monocorde, possono causare gravi danni al corpo”.

di F. Semprini


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Redazione

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