Medicina e Dintorni – Lettera di un Medico Arrabbiato

Io sono arrabbiata, ancora una volta scrivo e polemizzo. Sì perché vedo che facciamo tanti congressi per promuovere la prevenzione oncologica e delle malattie cardio-vascolari, la diagnosi precoce, eppure ancora mi trovo di fronte a situazioni allucinanti. Ancora medici, e non mi riferisco a San Marino in particolare, che non si arrestano a pensare alle linee guida su come comportarsi di fronte ad un nodulo mammario scoperto dalla paziente, facendo subire alla stessa interventi inutili e forse danneggiando tutto l’iter che ne sarebbe scaturito se avesse pensato che, prima di tagliare si esamina, prima di agire si DEVE pensare. Sono arrabbiata perché vedo ancora tante donne HPV positive ad alto rischio, allora anche qui, i rapporti protetti? Stiamo vivendo in un mondo dove non c’è famiglia senza un componente malato di qualcosa inerente l’oncologia, perché? Ora più che mai si devono fare esami annuali, partecipare agli screening che vengono fatti per la diagnosi precoce (mammografie dopo una certa età, pap-test, sangue occulto fecale). Sono arrabbiata con la gente che vedo passare nei vari ambulatori, perché si preoccupano di ciò che è futile e non vedono che, anche giovani, sono sulla strada della sindrome metabolica. Mangiano male, bevono alcolici e superalcolici, sono grassi e non lo dico per un fattore estetico ma perché questi giovani possono essere futuri infartuati, pazienti che da un giorno all’altro possono avere un ictus o ancora diabete mellito di tipo II. E’ così difficile pensare di mangiare sano, quante volte ho scritto come fare e se non si riesce da soli, rivolgersi ad uno specialista. Non pensate che i farmaci e le diete sconsiderate possano risolvere il problema, lo aggravano: si perdono 10 kili in un mese? Bene, poi dopo? Chi vi segue sa che ha innescato un processo di riduzione del metabolismo di base per cui, una volta ripresa la normale alimentazione e ovviamente anche i kili persi, sarà difficile perderli e la salute avrà ricevuto un duro colpo? Sapete che per gli obesi, quando seguiti in ospedale con reparti di nutrizione clinica come il Niguarda di Milano, per ogni punto di BMI (body mass index, è l’indice che mette in relazione peso e altezza) in meno si dice che vengono guadagnati 10 anni di vita? Allora il peso vuol dire… un bambino cicciotello non è in salute, è da mettere a dieta! Pensiamoci. Allora quando vi rivolgete al vostro nutrizionista – perché è un medico che vi deve vedere, visitare, non un semplice dietologo che sarà bravissimo ma deve avere il nulla osta di un medico per prescrivere una dieta e vi potrà seguire nel tempo – ma la visita, la mano sulla pancia di questi pazienti, gli esami tutti, vanno eseguiti. Gli integratori possono servire per prevenzione oncologica, come antiossidanti ma è un medico che li prescrive non l’erborista!

Rubrica a cura di: Dott.ssa Simona Casadei 

Redazione

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