Medicina. La fisiatria, questa sconosciuta così utile. Dottore Pasquale Fazio

Intervista al Dottor Pasquale Fazio, consulente dell’Ospedale di San Marino

Pasquale Fazio, medico fisiatra, è consulente dell’Ospedale di San Marino ed è stato primario del Servizio di riabilitazione dell’Asl di Pesaro. Ci riceve nel suo studio privato di Coriano per parlare di fisiatria e delle sue peculiarità.

Dottor Fazio, non è facile spiegare cos’è la fisiatria.
“È vero, mi è capitato di doverlo spiegare anche a colleghi medici – risponde con un sorriso. – In dialetto romagnolo il fisiatra viene definito come “quel dagli osi” (quello delle ossa). In realtà, l’essenza di questa disciplina è che si rivolge non alla malattia ma alle persone che presentano esiti invalidanti di qualsiasi patologia: dalle artriti ai problemi da ictus cerebrale, dal Parkinson alla Sclerosi multipla, dai guai di natura ortopedica alle malattie infiammatorie, dalle bronchiti croniche all’enfisema polmonare. La fisiatria lavora anche molto con i bambini vittime di paralisi cerebrali infantili o che soffrano di patologie della scoliosi. È un presidio fondamentale perché punta a recuperare o mantenere le capacità motorie residue. L’obiettivo del fisiatra è riabilitare il paziente fino al recupero della normalità e, se non si riesce a causa della malattia, ridargli quantomeno autonomia”.

Qual è il problema più comune per il quale i pazienti si rivolgono normalmente al fisiatra?
“Il mal di schiena è una delle malattie più ricorrenti. In questo, come in altri casi, è fondamentale l’inquadramento diagnostico, cioè capire da dove viene il dolore. La differenza tra i fisiatri e gli altri specialisti è che noi diamo molta importanza all’ascolto del paziente, la cosiddetta anamnesi, e alla valutazione posturale, cioè a come il malato si muove, alla simmetria delle sue spalle e del suo bacino, eccetera. Molto importante è anche l’esame obiettivo, ovvero la visita vera e propria. Il terzo dei tre processi diagnostici, l’esame strumentale, per noi viene dopo. Ultimamente, in medicina si ricorre subito a esami strumentali come la risonanza magnetica. Invece, con un’anamnesi e una visita accurate, molte radiografie o risonanze magnetiche potrebbero essere evitate”.

Cosa significa dare maggior importanza alla storia clinica del paziente e alla visita rispetto all’esame strumentale?
“Le rispondo con un esempio. Molte cervicalgie (dolori al collo) hanno origine da stress o da situazioni ansiogene, spesso associate a posture scorrette e possono portare alla comparsa di ernie cervicali. L’ernia cervicale viene individuata dalla risonanza magnetica ma questa è solo l’ultima parte del problema che nasce invece prima. Il fisiatra parte dall’analisi delle cause e agisce su queste, prima che sul sintomo evidente”.

Quale consiglio darebbe a un suo paziente, dopo averlo curato, per permettergli di mantenere sempre un buono stato di salute?
“Io spiego sempre ai miei pazienti il cosiddetto “triangolo della salute”. Noi siamo composti da tre sistemi: metabolico, strutturale e psichico. Per stare bene si deve essere in armonia quindi, per mantenere in equilibrio il metabolismo devo avere un adeguato stile di vita alimentare. Dal punto di vista psichico devo evitare stress o ansie e, magari, utilizzare strumenti come il training autogeno. Infine, dal lato strutturale, devo sempre puntare ad avere una corretta postura”.

di F. Semprini


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Redazione

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