Nove mesi, una vita – E alla fine arrivò Dafne

Nove mesi, una vita.
Arianna Muraccini è la mamma di Dafne Guidi, un batuffolo dai capelli castano chiaro e dagli occhi azzurri venuta al mondo il 10 settembre scorso. Alla nascita pesava 3,4 chili e misurava 52 centimetri “Più o meno – dice mamma Arianna – perché non stava ferma un attimo e gli infermieri non riuscivano a prenderle le misure. Si chiama Dafne perché io amo i nomi di origine greca”. Ad Arianna abbiamo chiesto di raccontarci la storia dei suoi nove mesi d’attesa.

Quando si è accorta di essere incinta? “La mattina di Natale del 2016. Non poteva esserci giorno più emblematico! Mio marito Mattia ed io abbiamo fatto insieme il test. Lui ha subito esclamato: “Me lo sentivo!”. La prima reazione per tutti e due è stata un misto di gioia, tanta, e di qualche perplessità: “A chi lo diciamo? Come facciamo adesso?”. Eravamo sconvolti e contenti. Anche perché era una gravidanza inaspettata, non programmata”.

Perché non ve la aspettavate? “Perché avevamo avuto un’altra gravidanza andata male. Per questo eravamo un po’ titubanti e siamo stati molto prudenti nel dare l’annuncio. Prima ai nostri genitori che poi l’hanno detto a mia nonna. Per farlo sapere ad altri parenti e agli amici, abbiamo aspettato di vedere che tutto andasse per il verso giusto. La mia prima preoccupazione è stata proprio questa: che la gravidanza iniziasse bene. Difatti il 28 dicembre eravamo già a Rimini dal nostro ginecologo, il dottor Giovanni Grazia”.

Quindi è iniziato il classico periodo di visite ed esami di routine. “Visite una volta al mese. Entro il terzo mese, il BiTest per vedere se tutto era ok riguardo ad anomalie e malformazioni; al quinto mese l’ecografia morfologica; al settimo mese quella sull’accrescimento. Abbiamo affrontato le visite molto tranquillamente ma ho avuto un momento di tensione quando, dopo un esame, mi fu detto che non c’erano problemi cromosomici e che tutto andava bene. A quel punto, ho pianto”.

Dafne all’inizio avrebbe dovuto essere Achille, tanto per rimanere in tema di nomi ellenici. “Un giorno l’ostetrica mi chiama al telefono per comunicarmi l’esito di un esame e mi dice: “Tutto procede per il meglio e, visti i cromosomi sessuali, direi che è un maschio. Io non avevo preferenze e mi andava benissimo. Chiamo marito e mamma per comunicarlo. Dopo un’ora i medici mi richiamano e a me viene un tuffo al cuore perché pensavo che ci fossero dei problemi. Invece era solo per dirmi che avevano letto male i dati e che sarebbe nata una femmina. Io mi sono messa a ridere e ho richiamato mio marito. Peccato avesse già comunicato a tutti i colleghi di lavoro che sarebbe nato un maschio. Si è fatta una risata e ha detto: “Beh… in famiglia abbiamo nipoti, gatte, cagne… tutte femmine. Doveva andare così!”. Mio babbo ha rincarato la dose: “Ma come hai fatto a pensare che in una famiglia tutta di donne potesse nascere un maschio?”. Mia mamma si è messa a piangere di gioia perché lei sperava in una nipote femmina”.

Qual è stato il momento più emozionate di questi nove mesi? La nascita, senza dubbio. Quando sei incinta senti la vita dentro di te. Ma quando nasce la vedi, quella vita. E nel momento in cui è nata è cambiata anche la mia percezione verso i bambini. Prima non avevo una grande predisposizione. Ora sono diversa”.

Come è andato il parto? “Mi si sono rotte le acque alle 4 di mattina. Ero già in ospedale perché dovevamo far nascere la bambina con l’induzione, il tempo era scaduto da dieci giorni. L’ostetrica mi disse che ci sarebbe stato ancora tempo. Invece alle 5 erano già iniziate le contrazioni. Alle 6 ero già “da sala parto”. Mi ci hanno portato subito ma lì i tempi si sono allungati perché Dafne non spingeva e io neppure. Mi hanno aumentato l’Ossitocina in vena per aumentare le contrazioni e facilitare il parto. Alla fine, alle 9.26 è nata”.

Si è comprata dei vestiti per la gravidanza? “No. Io amo i vestiti extralarge e ho usato i miei, anche perché si andava incontro all’estate e Dafne è nata a settembre. Per lei, invece, ho comprato una tutina lilla con fiori lilla, tono su tono, quando ero al quinto mese. Le è durata poco perché è cresciuta tantissimo. Grazia l’aveva detto che era “di coscia lunga” e sarebbe cresciuta tanto. Non sono stupita: in famiglia siamo tutti alti”.

Qual è stato il primo regalo che vi è arrivato? La base dell’ovetto e un paio di calzettoni rosa da parte di alcuni amici quando ero in ospedale, appena dopo il parto”.

Com’è cambiata la sua vita? “Mi sento più serena. Sarà anche perché lei è una bambina tranquilla e lascia riposare. Quando torno a casa dal lavoro la sera e vedo lei e mio marito…, beh, sono più felice che mai”.

di F. Semprini

 


Se vuoi essere la prossima mamma della nuova rubrica “Nove mesi una vita”
contatta la redazione allo 0549 960 557 o invia una mail a:
lamaison@agenziaten.com
(la pubblicazione è totalmente gratuita)


Clicca qui per leggere le altre storie di neo-mamme.