Nove mesi, una vita. Anabella Giardi ci racconta la sua gravidanza e l’arrivo di Dominique.

Biondo, occhi azzurri e vuole solo la mamma.

Anabella Giardi ci racconta la sua gravidanza e l’arrivo di Dominique.
Dominique è un bellissimo bambino biondo con gli occhi azzurri, caratteristiche ereditate da papà Sylvain Mina che è un franco/sammarinese di Parigi. La mamma, Anabella Giardi, è invece una argentina/sammarinese nata a Cordoba. Insomma, nel Dna di questo bebè c’è un pezzo di mondo fuori dai confini del monte Titano. “Eh sì – conferma mamma Anabella. – Per di più io ho anche ascendenze spagnole. La storia delle nostre radici è quella comune a tanti sammarinesi. A emigrare in Argentina fu il mio bisnonno alla fine dell’ottocento. Ad andare in Francia fu la famiglia di Sylvain negli anni ’50 del secolo scorso. I miei figli, Chloé di cinque anni e mezzo e Dominique, che è nato il 31 luglio dell’anno scorso, sono gli ultimi arrivati e anche i primi della loro generazione. Quindi, si può immaginare la felicità dei quattro nonni quando sono nati. Soprattutto dei miei suoceri quando è arrivato Dominique, il primo maschio destinato a perpetuare il nome della famiglia”.

E’ impegnativo curare due bambini così piccoli?

“Hanno caratteri differenti. La bimba è stata indipendente praticamente da subito dopo lo svezzamento. È sempre stata tranquilla e questo mi ha consentito di riprendere il lavoro già dopo cinque mesi dalla sua nascita. Dominque, invece, è un gran mammone. Vuole sempre stare in braccio e, se non mi vede, piange a dirotto. Si stanca presto di stare nel box con i suoi giocattoli e chiede subito di venire con me. Non accetta neanche di farsi coccolare dal papà o dai nonni. Va anche detto che soffre di reflusso del neonato, cosa che gli provoca qualche fastidio e quindi si trova “comodo” solo in posizione eretta. Anche questo spiega perché spesso piange se non sta in braccio. I due bimbi hanno avuto comportamenti differenti fin da prima di nascere. Con Chloé ho avuto nausee solo per i primi tre mesi di gravidanza. Con il maschio, fino al quinto mese. Però, con la femmina ho avuto globuli bianchi in forte eccesso mentre per il maschio i valori sono sempre stati normali. Lui, nella pancia, calciava già molto; lei per niente”.

Quando si è accorta di essere incinta di Dominique?
“A dicembre 2017. Ma per fare la prima visita ho aspettato la seconda mancata mestruazione. L’8 gennaio mi sono fatta vedere dalla dottoressa Miriam Farinelli che mi ha confermato che ero incinta e mi ha seguito fino al parto. Con mio marito abbiamo deciso di non voler sapere il sesso del bambino fino al giorno della nascita, così come avevamo fatto per la prima gravidanza. Per noi l’importante era che tutto proseguisse senza problemi. E ci piaceva l’idea della sorpresa. Il giorno “decisivo”, in sala parto, la dottoressa Farinelli cercava di distrarmi prendendomi bonariamente in giro: “Io vedo il sesso del bambino e tu no. Ah Ah!”. Mio marito, che era con me, chiese subito: “Di che sesso è?”. Quando medici e ostetriche (che non finirò mai di ringraziare per come mi hanno coccolato), risposero che era maschio, se ne uscì con un urlo di gioia. In verità, ambedue speravamo fosse un maschio visto che la femmina in famiglia c’era già”.

Non avendo voluto sapere il sesso, come vi siete regolati con il vestiario?

“Abbiamo comprato poche cose prima del parto e solo di colori neutri: bianco, beige, panna. Anche qualcosa di rosso e giallo. Dimessa dall’Ospedale, appena arrivata a casa ho telefonato a mia mamma e le ho detto: “Vai fare shopping!!!”. Comunque il guardaroba di un maschietto è più limitato rispetto a quello di una femminuccia. Per le bambine, anche appena nate, sono necessari più capi”.

Pensate di allargare la famiglia?

“Mah! Diciamo che se venisse un terzo figlio, ovviamente saremmo felici ma, per ora, l’idea è di fermarci a due. Come dice mio marito scherzandoci su: “Poi diventa un problema di logistica…”. In effetti, la casa che abitiamo è perfetta per quattro persone ma in cinque non ci staremmo e dovremmo cercarne una più grande. Oppure dovremmo scambiare l’appartamento con quello dei suoceri. Insomma, sarebbe un problema. Poi va detto che ai figli devi dedicare tempo, presenza e amore. Tra averne due o tre, c’è differenza. I bambini devono essere curati e assistiti. Non ci si può limitare a metterli al mondo”.


Se vuoi essere la prossima mamma della nuova rubrica “Nove mesi una vita”
contatta la redazione allo 0549 960 557 o invia una mail a:
[email protected]
(la pubblicazione è totalmente gratuita)

Clicca qui per leggere le altre storie di neo-mamme.

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE