“Ho sentito il suo cuore battere dentro di me”

Nove mesi, una vita.
Il racconto della gravidanza di mamma Alessia Gennari

Alessia e Loris sono diventati genitori di Gioia il 26 giugno di quest’anno. “Una cicogna cercata per la prima volta a settembre dell’anno scorso quando, dopo quasi sette anni di convivenza, ci siamo sposati. – Spiega mamma Alessia. – Ho voluto aspettare che finisse la stagione dei matrimoni (Alessia è una wedding planner) per essere completamente serena d’animo e libera di mente. L’11 settembre 2017, un lunedì, ci siamo sposati. Tutti a dirmi: “Ma come, ti sposi di lunedì? Allora sei incinta!”. E io: “Ma no che non lo sono!”. In realtà sarebbe accaduto da lì a dieci giorni…”

 

Quando ti sei accorta di aspettare Gioia?
“Una mattina ero a casa di Valentina, la mia migliore amica. Avevo senso di nausea e fastidi vari. Lei mi disse: “Per me, sei incinta”. Era un pensiero che mi rincorreva già da qualche giorno. Sono tornata a casa e ho fatto subito il test con mio marito: era positivo. Loris e io ci siamo emozionati e abbracciati forte. Sotto, sotto lo speravamo e ce lo sentivamo tutti e due. Valentina fu, naturalmente, la prima a saperlo!”

Immagino che, poi, lo abbiate detto ai vostri genitori.
“Le nostre mamme l’hanno saputo subito. E poi, di conseguenza, tutte e due le famiglie. Per farlo sapere fuori dalla cerchia familiare, abbiamo aspettato i canonici tre mesi. Volevamo essere sicuri che tutto andasse bene. Abbiamo fatto tutti i test e gli esami necessari, compreso il G-test, che non è invasivo e analizza il DNA fetale. Avuta la sicurezza che tutto stesse procedendo per il meglio, abbiamo dato l’annuncio durante il periodo natalizio, facendo a tutti un bel regalo! Una cosa che rende particolarmente felice me e mio marito è che questa nipotina ha cambiato la vita non solo ai nostri genitori, ma anche alle zie e ai quattro suoi bisnonni, tutti follemente innamorati di lei”.

Dagli esami avrete capito che si trattava di una bambina.
“Sì e al nome avevamo già pensato: sarebbe stato “Gioia”. Un nome scelto insieme e che ha un significato: lei è, effettivamente, la nostra Gioia. Fosse stato un maschio ci saremmo trovati un po’ in difficoltà visto che avevamo valutato solo nomi femminili. Loris è contentissimo. “Da ragazzo ho sempre creduto che avrei preferito un maschietto – mi ha detto un giorno – ma la verità è che sono pazzo di lei”. E l’amore è ricambiato: lei sorride completamente innamorata ogni volta che lo vede”.

In questi nove mesi, c’è stato un momento più emozionate di altri?
“Ce ne sono stati tanti: quando abbiamo capito che ero incinta, quando abbiamo sentito per la prima volta il suo cuore battere dentro di me…, ascoltarla muoversi, scalciare, avere il singhiozzo…, quando me l‘hanno messa fra le braccia per a prima volta… Tutto è stato molto emozionante”.

Com’è andato il parto?
“È stato bellissimo. Ho cercato di concentrarmi sulle indicazioni delle ostetriche e non sul dolore. Non che non ne provassi, anzi. Però, tra una contrazione e l’altra, riuscivo ad addormentarmi e a riposare. Ma il vero punto di forza in quei momenti è stato mio marito. È sempre stato lì con me, in ogni attimo, con grande amore e consapevolezza; sapevo sarebbe stato una certezza averlo accanto in sala parto. Un enorme “grazie” lo vorrei anche dedicare alle ostetriche dell’Ospedale di San Marino, la cui professionalità è stata di fondamentale aiuto”.

Qual è il primo regalo che ha ricevuto Gioia?
“Il lettino che Loris e io abbiamo montato di fianco al nostro, in camera. In quel momento abbiamo pensato a tante cose: che il momento stava arrivando, che la casa si allargava per lei… Abbiamo preparato il suo letto e messo il fiocco rosa sullo schienale, quel fiocco che successivamente abbiamo appeso alla porta della camera d’ospedale. È stato meraviglioso!”

Quanto è cambiata la vostra vita di coppia?
“Più che cambiata, direi che l’arrivo di Gioia l’ha arricchita. È chiaro che adesso tutto passa attraverso di lei. Io e Loris siamo persone indipendenti, pieni d’interessi e di amici e, prima di averla, non pensavamo che ci avrebbe coinvolto così. Invece, ora, non vogliamo mai lasciarla e, letteralmente, ci “sciogliamo” per lei. E poi Gioia è buonissima, trascorre la notte a dormire serena e non ha mai avuto coliche o dolori. Un mix di fortuna e di preziose indicazioni dell’ostetrica Giulia, che mi ha seguito privatamente nel post parto fornendomi tanti piccoli suggerimenti sull’allattamento e sull’alimentazione che, sicuramente, hanno contribuito a far sì che la bambina stesse subito bene. Quello che mi sento di dire con certezza è che questo periodo della vita è straordinario! Se avessi saputo che sarebbe andata così, l’avrei fatta prima!”

di Flavio Semprini

 


Se vuoi essere la prossima mamma della nuova rubrica “Nove mesi una vita”
contatta la redazione allo 0549 960 557 o invia una mail a:
lamaison@agenziaten.com
(la pubblicazione è totalmente gratuita)



Clicca qui per leggere le altre storie di neo-mamme.