“E un giorno, su una barca a vela…”

Il racconto della gravidanza di mamma Martina Tosi

Teodoro è un biondino con gli occhi azzurri e le ciglia lunghissime. Farà strage di cuori da grande? E’ possibile. Per adesso si limita, bello tranquillo, a prendere il latte da mamma Martina Tosi che conferma: “E’ un bambino molto buono”. E, infatti, durante l’intervista non darà mai segni d’impazienza.

Teodoro è nato il 24 aprile di quest’anno. Come ti sei accorta che eri incinta?
“Ad agosto dell’anno scorso. Eravamo in Croazia, io e il mio compagno Davide: vacanza in barca. Avevo un ritardo e pensai che lo stress del viaggio e l’essere sempre in mare potessero aver influito. Certo, pensai anche alla possibilità di essere incinta. Tornati a casa, una sera, facemmo assieme il test casalingo che risultò positivo”.

Qual è stata la vostra prima reazione?
“Premesso che stiamo insieme da otto anni e che cercavamo questo bambino da qualche mese, dopo il primo attimo di assoluta sorpresa, io ho cominciato a sorridere senza riuscire a trattenermi. Davide, invece, mi ha abbracciato sussurrandomi “Lo sapevo…”. Se lo sentiva anche lui”.

Lo avete detto subito ai rispettivi genitori?
“Abbiamo aspettato le rispettive cene di famiglia per incontrarli in una situazione “abituale” e fare così loro una sorpresa. I miei sono rimasti quasi scioccati, soprattutto mio babbo, perché per loro Teodoro sarebbe stato il primo nipote in famiglia. Le mie sorelle sono state felicissime di diventare zie. Per i genitori di Davide si tratta del terzo nipotino e, dunque, erano già felicemente rodati a queste emozioni”.

Ti sei preoccupata del “come fare”?
Essendo il primo figlio, si può avere un certo timore di non essere all’altezza… “Mai avuto queste paure perché le nostre famiglie sono numerose e molto presenti. In più, la gravidanza è stata sempre molto tranquilla dal punto di vista fisico: tutte le visite ginecologiche necessarie sono andate per il meglio. Inoltre, anche nello studio legale nel quale lavoro, hanno capito la situazione e mi hanno rinnovato il contratto a tempo indeterminato. Insomma… tutto è andato per il meglio e, davvero, non sono mai andata in tensione per nessun motivo. Sono stata fortunata”.

Il momento più emozionante di questi nove mesi?
“Beh… durante la gravidanza, tutte le volte che l’ho sentito muoversi, in particolare la prima volta. Vede, nelle prime settimane non ci si rende conto di essere incinta. Lo sai perché lo dicono gli esami ma il tuo fisico rimane sempre uguale. Poi, la pancia inizia a crescere (io la chiamavo “la mia pancia da birra”); senti il bambino muoversi e allora realizzi al 100% ed entri in “modalità mamma”. Un altro momento per me molto emozionante è stato quando, tornati a casa dall’ospedale, Teodoro e io siamo rimasti completamente soli per la prima volta. Allora ho capito, incredula, di aver creato una vita e ho sentito davvero forte il legame con mio figlio. Da quell’istante nessuna fatica, nessuna sveglia notturna, nessun cambio di abitudine mi è pesato. Io dico sempre che queste sono le fatiche più ripagate perché poi mi basta guardarlo per un attimo, avere un suo sorriso e io non avverto più nessuna stanchezza. Un’altra esperienza magica è quella dell’allattamento, che è un bisogno reciproco e un momento di grande unione fra madre e figlio”.

Com’è andato il giorno del parto?
“Il parto è stato programmato. Finivo il tempo giovedì 19 aprile ma ero senza contrazioni. La domenica seguente sono tornata in ospedale ma, visto che la situazione non era cambiata, i medici decisero di ricoverarmi il giorno dopo dicendomi che fino al mercoledì Teodoro non sarebbe arrivato. Invece, con l’induzione meccanica, i tempi si sono accorciati e il bambino è nato martedì sera. In quelle ore io credo di essermi trasformata. Sono passata dalla fase del “non ce la posso fare” e alla paura per il dolore, al rimettermi in piedi subito dopo il parto e al portare io stessa il bambino in camera. Non so se sia l’adrenalina o da dove arrivi questa forza ma so che il dolore scompare subito e ci si scorda tutto il travaglio per la gioia della nascita”.

Come avete scelto il nome?
“Teodoro era un nome che mi girava in testa da tanto tempo perché era quello del nipote di una signora che conosco. Mi piaceva e ho pensato che sarebbe stato adatto. Poi, dopo aver preso la decisione assieme a Davide, abbiamo scoperto che suo padre si sarebbe dovuto chiamare così ma che la famiglia cambiò idea perché già sua sorella si chiamava Dorotea”.

La vostra vita è cambiata?
“Completamente. Le giornate ora sono organizzate in base alle sue esigenze; le uscite serali sono diminuite e stiamo sempre attenti ad andare in locali nei quali il passeggino entri con comodo. Ma devo dire che stiamo bene come prima. Diciamo che se prima ci divertivamo in due, adesso ci divertiamo in tre”.

di F. Semprini

 


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