Nove mesi, una vita: Ludovica: subito cercata, subito arrivata

Serena Moroncelli ci racconta la sua gravidanza

Ci sono casi davvero belli nella vita, nei quali si decide di avere un bambino e questo succede subito, appena lo si cerca. E’ il caso di Serena Moroncelli e del suo compagno Luca. Una storia che si è felicemente conclusa con la nascita della bellissima Ludovica (“abbiamo scelto il nome mentre eravamo a letto a guardare in Tv Uomini e Donne” – dice mamma Serena -), il 24 febbraio di quest’anno. Una storia non tanto usuale, quella di Serena e Luca…

“Luca era il mio migliore amico prima di essere il mio compagno. – Racconta Serena. – Ci conosciamo da tre anni e stiamo insieme da un anno e mezzo. Sono rimasta incinta dopo tre mesi che eravamo diventati una coppia a tutti gli effetti ma questa gravidanza non è stata per niente occasionale: l’abbiamo cercata. Io sentivo che lui era la persona giusta: abbiamo lo stesso carattere, molte abitudini simili. Era l’uomo giusto per fare un figlio e così… è andata”.

Quando gli hai detto che eri incinta?
“Il 9 giugno dell’anno scorso. Nel cassetto del suo comodino gli ho fatto trovare il test di gravidanza che avevo fatto un giorno prima del ciclo perché me lo sentivo di essere incinta. Lui ne è stato subito felicissimo e io pure. Ho 26 anni e, dentro, sentivo che il momento per me era arrivato”.

E i vostri genitori, come l’hanno presa?
“Mia mamma, alla quale sono legatissima, l’ha saputo anche prima di Luca. Mi ha detto: “Beh! Potevi aspettare un pochino!”. Pensava che dopo soli tre mesi di rapporto ufficiale fosse presto. La capisco. Però, poi, ha iniziato ad accompagnarmi alle visite di routine e si è entusiasmata per questo nuovo arrivo in famiglia. E mio babbo le è andato subito dietro. Anche i genitori di Luca ne sono stati immediatamente felici”.

Qual è stata la tua prima preoccupazione?
“Premettendo che io ho un carattere un po’ apprensivo, sono state diverse le cose che mi hanno preoccupato. Durante i nove mesi avvertivo come una mancanza di controllo nei confronti di questa vita che cresceva dentro di me. Mi sembrava di non aiutarla abbastanza e le visite mediche una volta al mese non riuscivano a tranquillizzarmi. Poi mi sentivo anche un pochino in colpa perché non avrei dovuto assolutamente bere caffè, una bevanda che a me piace molto. Invece, magari solo un goccio e raramente, me lo concedevo. E questo mi creava qualche ansia. Dopo la visita morfologica, al quinto mese, quando ci fu detto che sarebbe stata una femmina, ho iniziato subito a preparare tutto quello che le sarebbe servito: cameretta, passeggino, lettino, vestitini, asciugamani… tutto doveva essere pronto e in ordine per il suo arrivo. Io, che sono della Vergine e sono “precisina” di mio, durante la gravidanza lo sono stata in maniera particolare”.

Il percorso medico ha presentato qualche difficoltà?
“Durante un’analisi mi fu trovata un’infezione da stafilococco che ho dovuto curare con antibiotici cosa che, in gravidanza, si preferisce evitare. Poi Ludovica, già al sesto mese, si è messa a testa in giù, pronta per “uscire all’aperto”. Sembrava avesse fretta. Così non ho potuto vederla in viso negli ultimi tre mesi e anche questo non mi tranquillizzava. Poi, però, tutto è andato per il meglio”.

Qual è stato il momento più emozionate di quei nove mesi?
“Sono stati due. Il più importante: quando dopo il parto me l’hanno adagiata sulla pancia. Poi, quando hanno deciso di ricoverarmi per indurre il parto. Nonostante sembrasse avere fretta di nascere, Ludovica è nata nove giorni dopo il previsto e ho dovuto assumere il progesterone per aumentare le contrazioni e farla nascere. Quando mi hanno ricoverato, francamente non vedevo l’ora di metterla al mondo, anche perché l’ultimo mese e mezzo, al contrario dei mesi precedenti, era stato piuttosto difficile: ero gonfia, con dolori alle gambe e alle caviglie, dormivo quasi niente…”.

Qual è stato il primo regalo che ha ricevuto Ludovica?
“Il “trio” regalato dai miei suoceri: passeggino, carrozzina e ovetto per l’auto”.

Come è cambiata la vostra vita da quando c’è lei?
“Direi che si dorme di meno. Alla mattina la sveglia adesso suona alle 6 così possiamo prepararci tutti e tre per i nostri impegni. Fortunatamente la bambina dorme bene e tanto. Le do l’ultima poppata alle nove e mezza di sera e poi lei si addormenta fino alle 6 di mattina quando ci sveglia per la sua poppata del mattino. Per il resto, lei viene sempre con noi. La lasciamo poco ai nonni che sono giovani e lavorano. Del resto, non andiamo più in discoteca e non facciamo mattina. La portiamo con noi al ristorante, a passeggiare… e va bene così”.

di F. Semprini


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