Nove mesi, una vita. “Quel fagiolino che ci ha tanto emozionato”

Jessica Temeroli da Dicembre è mamma della piccola Alison

Alison è nata il 17 dicembre dell’anno scorso e, se da grande avrà voglia di impegnarsi nel mondo dello sport, dovrebbe riuscire bene come velocista. “Ci ha messo quaranta minuti a venire al mondo – racconta mamma Jessica Temeroli – quasi non me ne sono accorta”.

Davvero? “Sì. Sono andata in ospedale solo per partorire. Il travaglio l’ho fatto a casa. Ho avuto dolori solo per due tre ore e poi lei è nata in ospedale in poco tempo. Mio marito Nicola, che è stato bravissimo perché mi ha accompagnato dalla prima all’ultima visita, ed è venuto anche in sala parto, era pronto a “soffrire” con me ma Alison ha avuto così fretta di arrivare che quasi non ce ne siamo accorti. Appena nata, l’ostetrica ha fatto tagliare il cordone ombelicale a Nicola, me l’ha sistemata sul petto e poi l’ha messa in braccio a lui. E’ stato un momento così bello che è difficile descriverlo a parole. Tutto è stato talmente veloce e semplice che le ostetriche, scherzando, mi hanno minacciato: “Non raccontarlo in giro che poi tutte credono che sia facile!”.
Alison ha reso semplice anche il periodo della gravidanza. “É vero. Ho lavorato fino all’ottavo mese e senza problemi. Mai un disturbo. Mai. Neanche nei primi tre mesi. Forse avrò avuto un paio di giorni di nausea nelle prime settimane ma niente di che. Devo anche dire che io e mio marito gestiamo un’attività assieme alla mia famiglia e questo mi ha evitato alcune preoccupazioni legate al lavoro. Forse la mia tranquillità ha influito positivamente. Anche perché noi cercavamo di avere un bambino. Ci siamo sposati nel settembre del 2017 e abbiamo incominciato a provarci a inizio 2018. Ci siamo detti: “Abbiamo quasi trent’anni, un lavoro e una casa grande. É il momento giusto per allargare la famiglia. Siamo stati fortunati”.

Come l’ha detto a suo marito? “Gli ho messo il test di gravidanza sul tavolo quando è tornato dal lavoro. E l’ho osservato di nascosto. Lì per lì non ha capito la situazione. Quando ha trovato la scritta “incinta” sul test, ha afferrato il concetto e ha sorriso. Sono andata da lui e mi ha abbracciato e baciato. Alison è la prima nipote sia per i miei genitori che per i suoi. Così, abbiamo pensato a un modo particolare per farlo sapere ai nonni. Abbiamo comprato dei gufetti con le scritte “nonno” e “nonna” e glieli abbiamo regalati. Devo dire che le nonne hanno capito subito. I nonni hanno avuto un attimo d’incertezza”.

Poi è iniziata la routine delle visite. “Come ho detto prima, è andato tutto bene, senza nessun problema. La prima è stata la più emozionante: vedere quel fagiolino nel monitor è stato quasi commovente. Avevamo gli occhi lucidi”.

Che tipo di bambina è Alison in questi primi mesi di vita? “É molto vivace, gioca tanto ma si stanca subito e fa capire che vuole altri giocattoli. Mette tutto in bocca per sperimentare, come fanno i bambini della sua età.
Deve ancora prendere il ritmo sonno/veglia e su questo speriamo migliori. Oggi dormiamo un po’ di più ma all’inizio, con la poppata ogni due ore, non ci faceva quasi riposare. Adesso, con la poppata ogni tre ore, va un po’ meglio. Vuole mangiare a orari precisi ed è molto vorace. Si è attaccata subito appena nata e ha capito immediatamente cosa doveva fare. Quando è venuta al mondo, pesava 3,490 chili e ora ne pesa 6,300. Sta crescendo bene e nella norma e di questo siamo felicissimi. Chiaro, poi, che l’arrivo di un bimbo cambia le abitudini di coppia ma io e mio marito non siamo mai stati dei grandi festaioli. Le uscite sono diminuite ma la cosa non ci pesa per niente”.
Il primo regalo? “Un sonaglino/carillon rosa che ho comprato e incartato minuziosamente per far conoscere il sesso al papà! Ci ha messo due ore per scartarlo…, volevo farlo soffrire! Poi una tutina e delle calzettine rosa che ho acquistato dopo l’esame che ne ha stabilito il sesso. In seguito, è partito lo shopping selvaggio ma solo per lei. Per me ho acquistato giusto qualche maglietta un po’ più larga del solito”.

Come avete scelto il nome? “L’ho scelto io. Era il nome di un personaggio di un film e mi è subito piaciuto perché non usuale. Hanno provato in molti a farmi cambiare idea ma ho tenuto duro!”.
Pensate di allargare ancora la famiglia? “Beh, adesso pensiamo a questa prima arrivata. Poi, chi lo sa? Sarebbe bello avere un maschietto ma è ancora prematuro anche solo pensarlo”.


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Redazione

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