Nove mesi, una vita – Sentivo questo pesciolino crescere dentro di me

La giovane mamma Valentina ci racconta la sua gravidanza

Valentina Grandoni è la giovane mamma (ha 23 anni), di Viktoria. Una maternità non cercata da lei e dal compagno Donald e che, quando è arrivata, ha ridisegnato le loro vite. In meglio.

“Donald e io stiamo insieme da sei anni e c’è un bel feeling fra noi due. L’idea era di andare a convivere e poi di mettere al mondo un figlio. Beh… abbiamo dovuto ribaltare i termini della cosa”. – racconta sorridendo Valentina.
Insomma Viktoria è arrivata del tutto inaspettata. “Sono rimasta scioccata quando ho scoperto di essere incinta. Tra l’altro, ero già di due mesi. Con gli impegni di lavoro e lo stress, non avevo notato il ritardo, anche se avevo spesso un gran senso di nausea. Il 24 novembre del 2016 ho fatto il test di gravidanza e quando abbiamo visto che era positivo, c’è stato un attimo di sbandamento, anche se poi abbiamo subito pensato che fosse una cosa bella. Così, pian piano, abbiamo iniziato a metabolizzare l’idea. La sera stessa l’abbiamo detto a mia suocera, la prima a saperlo. E’ scoppiata subito a piangere per la felicità. Invece a mia mamma l’abbiamo detto qualche giorno dopo. Sulle prime non l’ha presa molto bene perché, anche lei come noi, è rimasta sorpresa. Poi, vedendo il nascituro crescere dentro la mia pancia, è subito entrata in sintonia”.

Qual è stata la prima preoccupazione che ha avuto?
“La salute della bambina. Volevo che stesse bene. Ho sempre pensato che questo fosse essenziale e che il resto sarebbe venuto. Guardi… “non si nasce imparati”; nessuno può dirti come fare il genitore, che cosa succede, cosa cambia. Ma con il mio compagno ci siamo detti “In due ce la facciamo”. E siamo andati avanti”.

Quindi è iniziata tutta la routine degli esami.
“Certo, tutti gli esami di routine e anche il Bi Test e il Gi Test. Volevamo essere certi della salute del feto. Il Gi Test ci ha fatto scoprire il sesso del nascituro”.

E’ stata contenta di sapere che si trattava di una bambina?
“Quando mi hanno telefonato dall’Ospedale per dirmi che tutto andava bene e che sarebbe nata una femmina ho chiuso la telefonata e ho iniziato a esultare come avessi fatto gol. Ne siamo stati tutti felici in famiglia. Anche mio padre, che avrebbe voluto un maschio ma, appena ha visto la bimba, si è subito innamorato. Il maschietto comunque arriverà”.
Non mi dica che ci state già pensando!
“No, no! Non adesso. Ora vogliamo goderci Viktoria, vederla crescere un po’… ma non vogliano fermarci qui. In futuro un altro figlio lo vorremmo”.

Come avete scelto il nome Viktoria?
“L’ho scelto io. Viene da un film che vidi tanti anni fa in cui una bambina, traumatizzata dalla perdita dei genitori e per questo muta, dice come sua prima parola il nome “Viktoria”, che era poi quello della madre scomparsa. Il mio compagno avrebbe preferito un altro nome ma, alla fine ho deciso io”.

Com’è stato, sentire e vedere la pancia crescere?
“Strano ed emozionante. Sentivo questo pesciolino crescere e seguire i miei ritmi di vita. A pomeriggio, quando ero in negozio a lavorare, stava più calma. La sera, una volta a casa, si agitava tutta, scalciava… la sentivo in ogni attimo, anche quando aveva il singhiozzo. E’ un’esperienza unica, travolgente”.

Qual è stato il momento più emozionate di questi nove mesi?
“Sono stati due. Il momento della prima ecografia, quando ho sentito il suo cuoricino battere e, dopo il parto, quando me l’hanno messa sul petto. Mi è sembrato così surreale averla tra le mie braccia dopo che per nove mesi era stata dentro di me! Come se avessi pensato che nella pancia sarebbe stata più protetta e sicura, senza soffrire il caldo, il freddo o la fame. Il pensiero di un attimo”.

Com’è andato il parto?
“Molto tranquillamente. Mi si sono rotte le acque a mezzanotte; all’una sono partite le contrazioni e alle 8.13 del 25 luglio 2017 Viktoria è nata. Sono state dolorose solo le ultime contrazioni. E sono stata molto aiutata dal mio compagno che mi è stato sempre vicino, in ogni momento del parto”.

E’ cambiata la sua vita?
“Sì, è cambiata tanto ma decisamente in meglio. Adesso sono mamma, imprenditrice e moglie e mi sento completa. Anche se Viktoria dorme poco la notte e mi dà un po’ da fare, mi basta il suo sorriso. Sorride sempre. Quando arrivo a casa la sera, stanca, non scambierei il suo sorriso con niente e non vorrei mai tornare a quando lei non c’era”.

di F. Semprini


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