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PAGELLI A SANREMO – Terza Serata – di Giorgio Arcari

Terza serata, dedicata alle cover e allo spareggio tra i peggiori sei tra i campioni. La puntata sarà lunghissima, muniamoci di alcol e generi di conforto e partiamo.
Anche la serata di giovedì sarà commentata in diretta sul mio profilo (www.facebook.com/giorgio.arcari). Venite, insieme si soffre di meno e soprattutto ci si diverte.

Menzione speciale per Ettore Mularoni e Barbara Tosi, che hanno partecipato alla cronaca in diretta. Mattacchioni!


Maldestro – Canzone per Federica
Volevamo tanto essere Capossela, ma ci siamo svegliati un po’ Enrico Beruschi. Il testo è pure bello ma che possiamo chiedere a uno che si chiama Maldestro? Niente voce, stecca e si mangia pure le parole, che per un cantante tende a rappresentare un problema.
Voto 5

Tommaso Pini – Cose che danno ansia
Alla voce paraculi abbiamo già Gabbani che ha peraltro il pregio di essere pure bravo. Al contrario di Pini che sta al festival non si sa perché. L’unica spiegazione è la nota apartheid filotoscana di Conti. Falsetto e fastidio, tanto fastidio.
Voto 4-

Valeria Farinacci – Insieme
È quasi come aprire un panificio, che poi al mattino panificherà. Ma che cazzo ho appena ascoltato? Quel look un po’ alla Consoli, quella canzone presa, inutilmente, altissima. La voce è pure interessante ma la canzone è tremenda e interpretata peggio. A Vale’, sembri mi nonna.
Voto 4

Lele – Ora mai
Un ragazzino di nemmeno vent’anni che canta una canzone adatta alla sua età. Finalmente, sembrava impossibile vedere una cosa così banale. Il pezzo è poca cosa, pop adolescenziale e poco più. Quindi assolutamente onesto. Il ragazzo canta pure bene, anche se senza originalità. L’unico che si salva del mazzo.
Voto 6,5

Chiara – Diamante
E niente, con buona pace di chi dice che Chiara abbia una bella voce ma dei pessimi autori. Il fatto è che ha il potere di rendere banale qualsiasi cosa, compresa una canzone meravigliosa come questa. Non ne azzecca una. Mai. Onore al (de)merito, però pietà.
Voto 4

Ermal Meta – Amara terra mia
Scelta coraggiosa per uno con una voce non eccelsa come lui. La interpreta con rispetto e intensità.
Voto 7

Lodovica Comello – Le mille bolle blu
Vabbè, qui siamo oltre la bestemmia. È fortunata che Mina sia fedele alla sua proverbiale riservatezza, altrimenti sarebbe venuta di persona ad affogarcela in quella cazzo di vasca piena di bolle.
Voto 0

Al Bano – Pregherò
Purtroppo l’Al Bano contenuto della prima serata ce lo siamo già persi. La voce non si discute, ma un pezzo del genere non si merita questa sguaiatezza. Magari questo genere di versione va fortissimo in Kazakistan, ma qui stona parecchio. Incorreggibile.  Voto 5-

Fiorella Mannoia – Sempre e per sempre
Interprete di razza, sceglie una canzone meravigliosa nonostante questa non sia adatta a esaltare le sue doti canore. Ne tira fuori una cover elegante e intensa.
Voto 7,5

Alessio Bernabei – Un giorno credi
Lui si sente un po’ Bennato, ma più che altro ricorda Gianfranzo de I ragazzi delle ragazze (per i più giovani, la boyband del ippo Kennedy Show): “Ciao, io sono Gianfranzo, sono il vuoto che c’è dentro di te yea, se mi accosti l’orecchio alla bocca senti solo il mare… EBBASTA!” Metterlo tra la Mannoia (di nuovo) e la Turci ce lo presenta come il gatto immobile in mezzo alla strada abbagliato dai fari di un tir da quaranta tonnellate. Potrebbe fare quasi pietà, ma è solo irritante.
Abbonamento al Voto 0

Paola Turci – Un’emozione da poco
Che faccio il tifo per la Turci già l’ho detto. Poi sceglie una canzone, interpretata in origine dalla Oxa, scritta da Fossati (e qui parte la ola), perfettamente nelle sue corde.
Voto 8,5

Mika
Come per Robbie Williams, anche per lui vale il titolo di entertainer di razza. Un’ulteriore ripassata all’italiano e io lo vedrei bene tra i prossimi presentatori di Sanremo.
Voto 9

Gigi D’Alessio – L’immensità
Ammetto di essere spiazzato. D’Alessio io non lo posso sentire, ma non si può mettere in dubbio che il suo mestiere lo conosca più che bene. Non capisco quindi le scelte per questa cover: il controtempo è fastidiosissimo, l’arrangiamento in stile colonna sonora di James Bond toglie tutta l’intensità. Proprio non ci siamo.
Voto 5-

Francesco Gabbani – Susanna
France’, bravo sei bravo, ma non può essere che qualsiasi cosa canti venga uguale. E amen viene così, e il karma viene così, e Celentano viene così, facessi Nilla Pizzi ti verrebbe così. Monotematico effetto noia.
Voto 5,5

Marco Masini – Signor Tenente
Minchia signor tenente che vaccata. Marco, perché? Sei tanto bravo. Già il pezzo era tremendo, una retorica insulsa e insopportabile. Masini la interpreta con la sua mania del momento, quella seconda voce che riesce addirittura a peggiorare l’originale. Voto 3

Michele Zarrillo – Se tu non torni
Tutti testimoni che ho difeso Zarrillo per la sua canzone in gara, per quanto assurdamente vecchia. Qui però non ci sono scusanti, sembra più vecchia dell’originale. Zarrillo sembra pure scazzato nel cantarla. Non ci siamo.
Voto 5

Elodie – Quando finisce un amore
Elodie, non mi toccare il Cocciantone, mannaggia a te. Questa fa il paio con la bestemmia della Comello su Mina. Lo so che sono pedante e pesante, ma guardate i danni che fanno i talent. Questa canta il Cocciantone come se stesse cantando una canzone della Marrone, come se gliel’avesse arrangiata Brianegarrison, come se tutto quello struggimento che ci ha regalato il Cocciantone fosse solo una cover della squadra blu. Urènda. Giù le mani dal Cocciantone!
Voto 1

Samuel – Ho difeso il mio amore
Già Samuel che esce dalla sua comfort zone è una piacevole novità. Canta bene come suo solito e rende pieno merito all’originale.
Voto 7+

Sergio Sylvestre – La pelle nera
Più scontato delle candele profumate al tamarindo all’Ikea. Arrangiamento funky (ma va?), inserto rap (ma va??). Non canta neanche particolarmente bene, spesso fuori tempo e in un paio di occasioni manco ci arriva con il fiato. Hai voglia a paragonarlo a Mario Biondi. Biondi si gratta, si gira e si rimette a dormire. Buono per le feste da oratorio.
Voto 2

Fabrizio Moro – La leva calcistica della classe ‘68
Chi cazzo è Fabrizio Mor… ah no, questo l’ho già detto l’altra volta. Cover onesta, forse addirittura fin troppo simile all’originale. Fa il suo compitino, senza infamia e senza lode.
Voto 6+

Michele Bravi – La stagione dell’amore
È bravo, ma qualcuno deve scegliere per lui canzoni più adatte. Alla sua età certe canzoni non si possono cantare, non si è credibili. Hai 22 anni, che cazzo di tempo hai speso male, che non ritornerà? Quello delle ore buche all’Itis? Anche basta.
Voto 5-

Il Playout
Sei cantano, quattro si salvano. Pessima idea, un’occasione per eliminarli tutti e sei subito e non la si coglie. Comunque alè, si prosegue.

Ron: nessun guizzo, la canta paro paro alla serata precedente. Un po’ di impegno sul finale, ma la canzone resta brutta.
5+

Raige e Giulia Luzi: la canzone fa cagare e già l’abbiamo stabilito ieri. Stasera riescono a cantarla perfino peggio.
1+
Bianca Atzei: la Atzei è bella e ha una bella voce. Invece di queste vaccate immonde non potrebbe tornare a fare il verso alla Winehouse? Oppure andare a fare la controfigura sexy di chuck il castoro. Ha la dentistica du role. Però canta meglio, questa volta. 4

Clementino: quel che è giusto è giusto. Stasera la canta decisamente meglio. La canzone però resta mediocre e l’arrangiamento pessimo. I cori… non riesco a capacitarmene.
5

Giusy Ferreri: decisamente più misurata, sia nel canto che nel vestire. Quasi ascoltabile.
5

Nesli e Alice Paba: e niente, ‘sta canzone è veramente orrenda. Se tutto va bene ci liberiamo delle due coppie.
1

Vince il premio cover Ermal Meta, seconda la Turci. Ci sta (e ci sono arrivato parecchio vicino). Masini terzo urla vendetta contro il cielo. Eliminate le due coppie, Raige+Giulia Luzi e Nesli + Alice Paba.
Questo non può che renderci tutti ricolmi di gioia.
A domani.


per leggere “PAGELLI A SANREMO – prima e seconda serata – clicca QUI

Giorgio Arcari

Docente di scrittura creativa, scrittura comica e recitazione.

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