Perché fare spesa nel negozio sotto casa? L’importanza sociale ed economica del commercio di vicinato

Perché fare spesa nel negozio sotto casa?
L’importanza sociale ed economica del commercio di vicinato

A CURA DELLA REDAZIONE

Con l’imporsi delle vendite online per ogni tipo di articolo o bene, i piccoli negozi di vicinato hanno cominciato a perdere clienti in maniera piuttosto repentina, a San Marino come in Italia. Si è innescata una vera e propria crisi che ha portato alla chiusura di diverse fra queste realtà, un tempo vera spina dorsale dell’economia del Titano. Eppure, soprattutto oggi, in tempo di Covid, ci accorgiamo di quanto sia importante avere un negozio “a portata di mano”. Questo è un motivo per il quale sarebbe bene che noi tutti continuassimo a scegliere i negozi di vicinato. Ma di ragioni ce ne sono altre. E sono tutte valide.
Nel negozio sotto casa, spesso troviamo prodotti locali o italiani, in gran varietà e di alta qualità. Chi compra ha così più possibilità di scelta. Il servizio è spesso cucito su misura dell’acquirente perché il negoziante e i commessi conoscono le preferenze e le abitudini del cliente. Magari abitano anche a poche centinaia di metri da lui. Mai e poi mai consiglierebbero un prodotto o un servizio scadenti. Anzi, fa loro piacere guidare nell’acquisto consapevole. Proprio per essere un esercizio di quartiere, il negozio sotto casa collabora con altre realtà locali comprando da queste prodotti e servizi e, dunque, alimentando un circolo virtuoso di affari che restano sul territorio, trasformandosi in ricchezza per tutti. Se, ad esempio, un negozio di abbigliamento per bambini deve organizzare un party per i suoi piccoli clienti, facilmente si servirà del negozio di generi alimentari che si trova dall’altra parte della strada per acquistare bibite e tramezzini. Quest’ultimo, se dovrà stampare dei volantini promozionali, lo farà dal tipografo che ogni mattina va da lui a farsi un panino a metà giornata. Questa è una sorta di economia circolare, a “chilometro zero”, che arricchisce tutti, compresa la comunità sammarinese. Perché si tratta di prestazioni e servizi che vengono pagati in loco e che si trasformano in tasse pagate sul territorio le quali, a loro volta, si trasformano in servizi pubblici. Cioè in asili e scuole per i bambini e i ragazzi; in un ospedale meglio organizzato; in un puntuale servizio pubblico di raccolta dei rifiuti; in una migliore capacità di tenere sicure e pulite le strade. E tanto altro. Un’altra importante funzione sociale che svolgono i negozi di quartiere è relativa alla sicurezza. Dove questi sono aperti, le strade sono illuminate anche dalle loro vetrine, la gente li frequenta e, dunque, c’è maggiore tranquillità. Sono un punto di ritrovo anche per le persone del vicinato che lì possono trovare un luogo di momentaneo incontro e socializzazione, rinsaldando i rapporti di conoscenza che sono sempre utili in caso di bisogno. Infine, spesso e volentieri, supportano le attività sociali, culturali e sportive della loro area. Quante piccole squadre sportive, nelle quali giocano proprio i figli di chi abita in una determinata zona, sono sponsorizzate da uno o più negozi di quello stesso quartiere?
Per tutti questi motivi, credo sia chiara la funzione che svolgono i “negozietti sotto casa”. Sono tremendamente importanti per l’economia del Titano e perderne tanti, vuol dire provocare una catena negativa che coinvolge tutti, comprese le persone che in quei negozi non ci vanno ma che quando avranno bisogno di un servizio o di un bene su misura, a “chilometro zero”, preparato con cura e qualità non potranno averlo. Perché non ci sarà nessuno a farglielo.

di F. Semprini

Redazione

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