Risanare edifici esistenti per il risparmio e l’alto comfort abitativo

Progetto Ecocasa: risanare con qualità.

La ristrutturazione di edifici esistenti per il risparmio e l’alto comfort abitativo

Nel panorama edilizio attuale e futuro ricopre notevole importanza la costruzione di nuovi edifici ad energia zero, ma ancor più rilevante è il risanamento dei vecchi edifici esistenti.

Oltre l’80% del patrimonio edilizio è stato costruito dal 1960 al 2000. In questo periodo si parlava poco o niente d’isolamento termico, sia in riferimento alle murature che al tetto ed alle finestre. Lo stesso vale per l’approvvigionamento energetico che proveniva (come del resto anche oggi) quasi esclusivamente da fonti d’energia fossile. Ciò rende l’idea di quanto si spendeva, e si spende tuttora, in termini di energia; questa situazione è tutt’altro che sostenibile in presenza di una progressiva scarsità delle risorse e, di conseguenza, di prezzi in forte crescita. Bisogna quindi agire, ed in fretta: lo stato attuale della tecnologia per il risanamento energetico degli edifici permette un risparmio fino al 90% del fabbisogno energetico ante-operam. Nella ristrutturazione l’obiettivo principale è l’elaborazione per l’edificio in questione del concetto di risanamento su misura. Una corretta consulenza deve cominciare con l’analisi dell’edificio esistente. Dal sopralluogo sarà possibile focalizzare i punti critici e particolari dell’edificio in questione. Verranno presi in considerazione ed analizzati tutti gli elementi costruttivi, come le pareti perimetrali (esterne), il tetto, il solaio verso lo scantinato o contro terra, ma anche l’impianto di riscaldamento.
Il passo successivo deve prevedere il calcolo del fabbisogno termico per il riscaldamento e del fabbisogno di energia primaria dell’edificio esistente, ed il confronto con i consumi reali. Più difficile risulta la promozione di tali interventi nell’ambito degli edifici plurifamiliari, che rappresentano una grossa fetta del patrimonio edilizio esistente. Gli ostacoli non sono tanto di carattere tecnico, ma derivano dalla difficoltà di raggiungere decisioni condivise fra tutti i proprietari, finalizzate alla messa in atto di interventi che vadano a riqualificare l´intero edificio. L’Agenzia CasaClima ha elaborato un protocollo “CasaClima R”, per certificare la qualità degli interventi di ristrutturazione di edifici e unità abitative, e ridare così valore agli edifici esistenti, attraverso un protocollo serio, sicuro e garantito.
L’obiettivo di un risanamento energetico non è solo il risparmio sulle bollette energetiche, ma anche la trasformazione della propria abitazione in un edificio moderno, confortevole, ad alto comfort abitativo.

Serramenti Esterni: perdite Energetiche attraverso le Finestre

Le finestre sono una componente fondamentale e tecnologicamente complessa delle facciate di un edificio. Per quanto riguarda la dispersione di calore sono, ad oggi, il punto più debole dell’involucro di una casa performante. L’unità di misura che indica la quantità di calore perso, per metro quadro di una finestra, è la Trasmittanza Uw: più questo valore è basso, migliore è il potere termoisolante del serramento, quindi minori sono le perdite energetiche attraverso le finestre. Il valore finale della trasmittanza della finestra è dato dalla componente del vetro e quella del telaio.

La componente vetrata ha avuto negli anni la seguente evoluzione:
• semplice lastra vetrata;
• vetro isolante standard a doppia lastra con intercapedine d’aria;
• vetro termoisolante a doppia lastra con pellicola basso emissiva e gas;
• vetro termoisolante a tripla lastra con pellicole basso emissive e gas.
Questi vetri a tripla lastra sono particolarmente adatti alle grandi vetrate perché garantiscono maggior comfort grazie alle più elevate temperature superficiali raggiungibili. Non c’è più necessità di un termosifone sotto la finestra e non si formano spiacevoli correnti d’aria. I vetri a tripla lastra con intercapedini riempite a gas e pellicole basso emissive sono un obbligo per raggiungere i parametri di Casa Passiva, in quanto la dispersione termica di un vetro a tre strati è la metà rispetto ad uno a due vetri.
L’altro elemento, il telaio, è la componente più carente dal punto di vista termico della finestra. La sua dispersione dipende dal materiale con cui è costruito (legno, allumino, PVC) e dagli spessori.

Tenuta all’aria
Un aspetto molto importante da considerare nella scelta del serramento è la tenuta all’aria; questo permette sia di evitare fastidiosi spifferi che riducono il comfort in prossimità delle finestre, sia di ridurre le perdite di ventilazione non controllate. Inoltre, una buona ermeticità dell’aria assicura anche un buon isolamento acustico. La tenuta all’aria e al vento, e l’impermeabilità in caso di pioggia battente, sono garantite dalle guarnizioni che vanno applicate in modo continuo su tutto il perimetro.

Corretta posa in opera
La buona qualità dei serramenti può essere sfruttata pienamente solo con un montaggio a regola d’arte. Le sue prestazioni termiche ed acustiche, in opera, dipendono infatti in buona parte da come vengono risolti i giunti di collegamento tra telaio e muratura. Nella pratica costruttiva rimangono ancora grosse carenze legate soprattutto alla scarsa attenzione ai problemi di tenuta all’aria. Ne consegue che sono possibili alte dispersioni di calore ed è sempre in agguato il pericolo di formazione di condensa fra telaio e muratura. Bisogna quindi sempre ricordare che anche i migliori serramenti servono a poco se il montaggio è carente!

Cassonetti per avvolgibili (tapparelle)
Grande attenzione, nel caso di ombreggiamento ottenuto da avvolgibili (tapparelle), è da riporre al cassonetto che contiene il rullo dell’avvolgibile, e la sua capacità termica. Un cassonetto poco (o per niente) isolato è un importante ponte termico e, quindi, una fonte di dispersione. Il cassonetto dovrebbe essere coibentato con almeno 4/6 cm. di materiale isolante. Per garantire una perfetta tenuta all’aria è sempre preferibile l’ispezione esterna. In più, un cassonetto tradizionale non coibentato è anche un ponte acustico irrisolvibile!


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Rubrica a cura di: Andrea Bartolini – Architetto
Consulente CasaClima
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