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Psicologia e Architettura: Imparare… con e nello spazio e il rispetto per ciascuno.

Imparare… con e nello spazio. Il rispetto per ciascuno.

Che noia studiare!

Oggi sappiamo che per migliorare e dare sempre il massimo e il meglio, accanto a fattori noti quali la motivazione e la costanza, ecc. ne esistono altri, tra questi lo spazio ovvero la dimensione del setting inteso sia come arredamento, sia come disposizione degli oggetti nel luogo dove studiamo. Ma partiamo da un vissuto comune: perché a volte ci sentiamo completamente a nostro agio mentre stiamo lavorando e altre volte incontriamo difficoltà? Quali sono le variabili da considerare e su cui intervenire? Consideriamo due elementi. Il primo è il nostro stile individuale prevalente di funzionamento con le specifiche caratteristiche che ci appartengono di più; il secondo è il rendere di riflesso il contesto in cui ci troviamo a studiare il più vicino alla nostra identità e il più rispettoso del nostro essere.

Educare con lo spazio

Ora aggiungiamo la condizione di DSA (Disturbo Specifico di Apprendimento), può lo spazio aiutare nell’applicazione dei metodi e degli strumenti pedagogici, didattici, pensati per affiancare la crescita di un DSA? La stessa architettura nasce per rispondere alle esigenze dell’uomo, si fonda per consentire lo sviluppo di specifiche relazioni e permettere lo svolgimento di determinate azioni; il ruolo che la progettazione di un ambiente può avere in ambito educativo diviene, quindi, centrale per la piena realizzazione delle attività di ciascuno studente. Si crea in questo modo un ambiente ad hoc per ospitare le attività di ognuno, e mettere di conseguenza ogni bambino/ragazzo nelle condizioni migliori per apprendere, studiare e sfruttare le proprie specifiche capacità.

Modello teorico di riferimento e studi di realizzazione

I DSA, in quanto disturbi neuropsicologici puntuali delle capacità di funzionamento nelle abilità specifiche di apprendimento, comportano difficoltà nello svolgere attività scolastiche quali scrivere, leggere, calcolare, mettono in crisi il bambino/ragazzo di fronte a delle azioni altrimenti considerate scontate e apprendibili in modo automatico. Per superare queste difficoltà, secondo le nuove normative in vigore in Italia e presto anche a San Marino, sono previsti l’uso e l’insegnamento di strumenti compensativi; si tratta, in alcuni casi, di apprendere l’utilizzo del computer e di specifici software per la lettura, per la scrittura o per il calcolo. Imparare ad usare questi strumenti non serve solo a compensare il disturbo da cui il soggetto con DSA è condizionato, ma anche a consentirgli di prendere coscienza delle proprie capacità, identiche ad un qualsiasi altro coetaneo e accompagnate da uno stile individuale di funzionamento da considerare sempre. La progettazione e l’organizzazione di un ambiente dove apprendere e conquistare l’uso di questi strumenti di compensazione e di studio, nonché la definizione di un proprio spazio di lavoro per la scuola, deve dare l’opportunità ad ogni bambino/ragazzo di stabilire relazioni che gli consentano di superare ogni insicurezza e qualsiasi mancanza di fiducia.

Una risposta è stata individuata nell’applicazione di una Scienza, la Prossemica, come insieme di regole progettuali adeguandole alla pedagogia e alla sociologia che coinvolgono i soggetti con DSA. La prossemica come studio delle distanze/vicinanze tra chi vive uno stesso spazio, coinvolgendo la sfera delle relazioni, può rappresentare un valido strumento per determinare una progettazione di ambienti specifici per coniugare l’ambito educativo, gli strumenti pedagogici per i DSA con la realizzazione di un luogo che permetta ad ogni ragazzo di sentirsi a proprio agio.

Applicare le conoscenze e vivere la condizione sul campo
Le esperienze sviluppatesi negli ultimi anni hanno portato allo sviluppo di diverse proposte per gli studenti con DSA, ognuna con le sue peculiarità e le sue esigenze specifiche; oggi presentiamo quella domestica come occasione diversa e unica, con attività da organizzare in modo differente a seconda del chi la dovrà svolgere. Proposte di arredo possibili e adattabili:
Lo spazio a casa sarà chiamato ad assolvere in modo appropriato lo scopo da raggiungere. Lo studio o la sala, sul tavolo o sulla scrivania, con gli oggetti necessari e pertinenti per l’argomento oggetto dello studio, orientamento verso la luce e ordine negli accessori.

1) Il salone, la tavernetta, il terrazzo, più oggetti (quelli utili, ordinati già per l’uso che ne dovrà essere fatto), ogni cosa al suo posto e un posto per ogni cosa, il tempo sarà misurato per ogni attività svolta, una musica di sottofondo potrà accompagnare lo studio e le attività didattiche condotte;
2) Qualsiasi stanza con libro o quaderno, appunti o computer, ordine sparso e casuale, televisione accesa, presenza di oggetti anche estranei allo studio (cibo incluso), telefono e radio accessibili e usabili, il rispetto del caos organizzato dovrà essere concesso e rispettato dall’adulto;
3) Due o tre stanze in parallelo accese, ovvero con allestimenti attivi in corso, lo stesso argomento potrà essere trattato su internet al computer, sul libro alla pagina aperta, sul quaderno con gli appunti presi al mattino, dovranno essere liberi telefono e Skype;
4) Le considerazioni sopra sviluppate devono e possono quindi essere ampliate per coinvolgere e adattarsi meglio a tutte le possibili relazioni che si stabiliscono tra i soggetti e lo spazio di riferimento.

Esito finale ed esperienza di successo da valorizzare

In sintesi, è necessario considerare ogni evento, inteso come l’incontro tra uno studente e uno spazio in un tempo, secondo una propria e unica scala di progettazione specifica, affiancando agli strumenti educativi già previsti, anche degli spazi più adeguati per ognuno con i relativi ausili o accessori.

Dott. Riccardo Venturini, Psicologo & Dott. Alessandro Pracucci, Architetto

Redazione

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