Quando l’arte diventa cibo, quando il cibo diventa arte

“Mangiare l’arte” come se il cibo diventasse arte in noi stessi; sublimazione artistica che alimenta il nostro corpo; noi stessi attraverso il buon nutrirci diventiamo l’opera d’arte. L’arte nel suo significato espressivo più ampio comprende da sempre ogni attività umana, svolta singolarmente o collettivamente. Questa, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate o acquisite, tecnica, talento e anche “tradizione” mai come oggi è connessa alla capacità trasversale di trasmettere emozioni servendosi di una gamma illimitata di linguaggi senza chiudersi in un unico codice inequivocabile di trasmissione e interpretazione. Ed è qui che entra in gioco il legame inossidabile e in parte inusuale dell’arte con il cibo (l’elemento che da sempre “ci rende” quello che siamo) e con il gioco e l’interazione dei sensi, di tutti i sensi, dell’essere umano e creativo. Il progetto nasce così e appunto dalla volontà di fondere l’arte con il puro nutrimento e viceversa, nel tentativo di “alimentarsi” totalmente, cioè di vivere un’esperienza culinaria-artistica completa. Portare dentro di se l’arte, con il fine di comunicare e dare quelle emozioni che vanno al di là del solo aspetto visivo; è il nostro corpo che interagisce con l’idea pittorica e culinaria contemporaneamente, in una dimensione emotiva che scavalca ogni barriera per fondersi in maniera completa e allo stesso tempo originale. Il cibo come fattore primario per l’essere umano ma anche come esperienza poetica che va oltre alla nostra necessità biologica; cibo allora come cultura, conoscenza, riflessione, necessità di “fermare il tempo” per dare nuovo senso a tutti i bisogni dell’uomo senza distinzione di pura necessità, salute, gusto, gioia e libertà. Le riflessioni a tal proposito sarebbero infinite, tutte legittimate e creative; “Mangiare l’arte” come se il cibo diventasse arte in noi stessi; sublimazione artistica che alimenta il nostro corpo; noi stessi attraverso il buon nutrirci diventiamo l’opera d’arte. Nasce quindi, anche in concomitanza con il vernissage che si terrà il 5 giugno a Palazzo Graziani, un ambizioso progetto che vede coinvolti l’artista modenese Rossano Ferrari e alcune attività sammarinesi. Una serata all’insegna della sperimentazione: una cena in cui ogni sapore nasce dall’ispirazione di un quadro e dalle emozioni che evoca. Collegamento tra l’opera d’arte dell’artista e l’opera culinaria alla quale essa verrà associata, gli innovativi occhiali “Google Glass”: osservando l’immagine si otterrà la spiegazione del piatto e viceversa. Un’interazione fra i sensi che darà vita ad un’esperienza multiforme ed eclettica, un evento che presenta una visione nuova e dinamica che mai come oggi è costruita sul dialogo, la tradizione e l’innovazione.
Per info sulla serata, rivolgersi al Ristorante “Il Piccolo”

Cenni biografici dell’artista Rossano Ferrari nasce a Modena nel 1970, affascinato dall’arte, sperimenta varie tecniche espressive e agli inizi del percorso artistico, partecipa a concorsi e collettive di arte contemporanea. Si trasferisce negli Stati Uniti a Miami, dove risiede per oltre un decennio, iniziandovi la sua feconda attività pittorica. Questa esperienza ricca di riconoscimenti ne accelera la costante crescita, sostenuta dall’interesse della critica e dei media.
Nel 2011 rientra Modena ove attualmente risiede.

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Redazione
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La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.
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