Quando curare i bimbi è una missione

Intervista alla Dott.ssa Laura Viola, Primario di Pediatria all’Ospedale di Stato di San Marino

Quando curare i bimbi è una missione.

Dal primo luglio 2020 la Dottoressa Laura Viola, di Rimini, è il Primario di Pediatria dell’ISS di San Marino.
 Prima, è stata dirigente medico sia al Policlinico di Modena che all’Ospedale di Rimini, dove ha poi assunto anche il ruolo di responsabile di struttura semplice di emergenze pediatriche. È specialista in pediatria, immunoallergologia pediatrica e ha ottenuto anche un master in cardiologia pediatrica. Insomma, tutta una carriera professionale dedicata ai più piccoli.

Dottoressa Viola, quando ha deciso che i bambini sarebbero stati la sua professione in medicina?
“Molto prima dell’Università o delle scuole superiori. Ho questo ricordo in mente: il nostro medico di famiglia, il dottor Francini, venne a casa per una visita. Io gli dissi: “Da grande curerò i bambini”. Lui mi rispose: “Bella idea. Ma dovrai studiare all’Università di Modena e specializzarti lì”. E così ho fatto. Avrò avuto sì e no 5/6 anni. Ricordo che curavo le bambole e scrivevo pure le ricette o, meglio, le scarabocchiavo perché ancora non sapevo scrivere”.

Una domanda che, visto il periodo, viene spontanea: bambini che soffrono di allergie, problemi cardiaci o altre patologie, sono più sensibili a contrarre il Covid-19? “Cominciamo col dire che il corpo di un bambino sano gestisce questa malattia senza che ci sia bisogno di un ricovero ospedaliero. Durante il lock-down di marzo e aprile, a Rimini abbiamo avuto circa trenta bimbi positivi e, mi dicono, che nello stesso periodo ce ne siano stati altrettanti a San Marino. Di tutti questi, ne è stato ricoverato solo uno, di San Marino che presentava una malattia Kawasaki Like. Generalmente, se un bambino è immunodepresso (per patologia autoimmune, trapianto, etc.) o affetto da una patologia cronica, può essere necessaria la presa in carico da parte della Pediatria per una migliore gestione delle eventuali complicanze, anche se in realtà questo raramente si verifica, proprio perché questo tipo di pazienti sono abituati, a causa delle patologie di base, a indossare abitualmente la mascherina, a praticare il distanziamento e a lavarsi spesso le mani. I tre presidi che mettono tutti quanti noi in maggior sicurezza rispetto al Covid 19”.

Sono contenta del mio trasferimento a San Marino e di avere un gruppo così attivo, di medici e infermieri, che ci aiutano quotidianamente al fine di poter fornire ai piccoli pazienti tutte le cure, in tempi notevolmente ridotti rispetto alla vicina Italia. Da noi in mezza giornata si tamponano le classi, e si comunicano i referti, mentre in Italia la situazione è ben diversa.

Proseguono tutte le attività specialistiche e i controlli di salute.

di F. Semprini

Redazione

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