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Quel Sassolino nella Scarpa: ferie d’agosto: che la forza sia con voi!

Ferie d’Agosto: che la forza sia con voi!
Poche cose al mondo possono essere considerate universalmente sacre ma, a mio avviso, una tale categoria dovrebbe sicuramente includere le ferie.

Dopo aver trascorso mesi a rispettare orari, scadenze e appuntamenti e aver stoicamente resistito all’impulso di sciogliere nell’acido clienti e colleghi impossibili, una pausa rigenerante se la merita chiunque. (In fondo, perfino Dio si è riposato il settimo giorno!). Detto questo, potete facilmente comprendere perché il mio livello di tolleranza, verso imprevisti e inconvenienti, sia prossimo allo zero quando si tratta delle MIE ferie. Devo ammettere che negli ultimi anni, vuoi per aver permesso che troppe persone abusassero ripetutamente della mia pazienza, vuoi per l’inesorabile incedere dell’arteriosclerosi, la mia capacità di sopportazione ha raggiunto i minimi storici e attualmente potrebbe battere solo quella di un caimano. Qualche giorno fa, ad esempio, quando il nostro volo ha subito un ritardo di appena otto ore, continuavo a rivedere mentalmente la scena del film Star Wars, in cui Darth Fener strangolava un suo sottoposto, pronunciando la famosa battuta: “Lei mi ha deluso per l’ultima volta ammiraglio”. Sono stata fortemente tentata d’interpretare quella sequenza ai danni dell’impiegato che eludeva ogni nostra richiesta d’informazioni, cedendo così al lato oscuro della forza… Tuttavia, non riesco a nutrire alcun senso di colpa, soprattutto nell’arrogarmi il diritto di passare delle vacanze, in cui non facciano la loro comparsa noiosi ritardi, evitabili disguidi e cocenti delusioni. E invece no. Inesorabilmente, lo stramaledetto aereo parte ad orari che rimangono stramaledettamente ignoti fino all’imbarco, il tuo bagaglio potrebbe viaggiare più di te (e transitare in un maggior numero di Stati) e per pagare il parcheggio “non-custodito-a-dieci-kilometri-dall’aeroporto” devi essere disposto a privarti di uno dei tuoi organi vitali, a tua scelta. (Sull’efficienza dei treni e la viabilità delle autostrade non voglio neanche pronunciarmi.) Se pensate che stia esagerando è solo perché non vi siete mai ritrovati a vagare per gli aeroporti cinesi (per ben due giorni e senza alcuna assistenza!) nel tentativo di raggiungere Shangai, dopo essere stati dirottati a Pechino per un overbooking. In quell’occasione ho imparato due regole basilari per la sopravvivenza in Cina: a) se chiedi aiuto ad un qualsiasi cinese e ti senti rispondere “no problem”, non ti fidare: il problem ce l’hai ed è pure grosso; b) dopo averti sorriso ed averti propinato il suo rassicurante “no problem”, ogni cinese sparisce misteriosamente nel nulla. Per sempre. (Nella mia mente, di nuovo quella scena: “Lord Fener, l’abbiamo perso…”, “Lei mi ha deluso per l’ultima volta ammiraglio”…). E gli alberghi? Ne vogliamo parlare? Pile e pile di cataloghi sfogliati per ore alla ricerca di una sistemazione idilliaca, immersa nel verde o a ridosso della spiaggia: chi di voi non c’è cascato almeno una volta? Finendo per scoprire che “… a due passi dal mare…” significa che l’alta marea deve sommergere l’isola affinché il mare possa raggiungere il tuo albergo, oppure che “…tutte le camere sono dotate di asciugacapelli…” se qualcuno ce l’ha dimenticato in un soggiorno precedente. La speranza di ottenere una matrimoniale, poi, si infrange sistematicamente davanti alla visione di due lettini affiancati che nel cuore della notte si allontanano (fino a ritrovarsi uno nel bagno e l’altro sul terrazzino esterno), provocando la rovinosa caduta sul pavimento, corredata di tonfo ed imprecazione partenopea, di uno dei due coniugi. Il bagno? Solitamente favorisce la privacy (nel senso che, viste le dimensioni, ci si può entrare solo uno per volta) ed è sprovvisto di finestra e miscelatore: nella doccia si passa da una temperatura lavica a quella del circolo polare artico, in meno di un minuto. Non è particolarmente piacevole, ma rispetta la promessa del catalogo di vivere “esperienze indimenticabili” (in effetti… vi sfido a dimenticarla!). Infine, la vista mare, ampiamente reclamizzata, ce l’ha sempre qualcun altro: immancabilmente, la finestra o il terrazzino della tua camera si affacciano sul muro di un cortile interno, di cui nessuno afferra l’utilità. A questo punto cominci vagamente a sospettare che ti abbiano truffato, ma visto che la speranza è sempre l’ultima a morire, c’è sempre un ottimista che tenta l’impossibile: indovinare quale cliente dell’albergo si sia accaparrato la camera pubblicizzata sul catalogo. Al rientro, scopri di avere nuovi tic nervosi e un aggravio dell’ulcera gastrica, ma non puoi ancora permetterti di riposare: oltre ad averti rovinato le vacanze, pretendono che sprechi ulteriore tempo ed energie per chiedere il risarcimento dei disservizi. L’ultima volta che ho chiesto l’appoggio dell’agenzia viaggi che mi ha venduto il pacchetto, mi sono sentita rispondere: “Ci dispiace ma abbiamo le mani legate. Occorre seguire la procedura: i reclami devono venire presentati direttamente dal viaggiatore ed entro precise scadenze”. A costo di sembrare melodrammatica, ma devo confessare che accettare con rassegnazione questa triste verità, mi è suonato pressappoco così:

Luke Skywalker e Darth Fener stanno duellando…
Fener: “Luke, io sono tuo padre…”
Luke: “NOOOOOOOO….”.

Autore

Romina Marzi
Romina MarziCopywriter
Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.
Romina Marzi

Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.

La Maison e Lifestyle Magazine