Nevica?

Neve, freddo, la notte ghiaccio, neve di nuovo, freddo e ghiaccio insieme, poi neve, vento forza nove e, dulcis in fundo, blizzard. Per quindici giorni consecutivi, le condizioni climatiche hanno oscillato fra la tormenta di neve e l’Apocalisse. Ho visto Testimoni di Geova guardarmi con uno scintillio sadico negli occhi, come se stessero pensando “noi vi avevamo avvertito!”. E mentre qualcuno constatava che “forse i Maya ce l’hanno un po’ tirata”, in tutta la Repubblica si è diffuso un nuovo sport: il lancio della neve col badile. Disciplina in cui l’intera popolazione sammarinese ha maturato un’esperienza tale da ambire, a buon diritto, ai quarti di finale di un’eventuale competizione agonistica. (Nel caso qualcuno inventasse le “Olimpiadi del badile”, ce la giocheremmo al fotofinish col Trentino.) E’ vero: qui nevica ogni anno. Ma di solito la neve non arriva all’altezza delle finestre! Ho visto gente organizzare caccie al tesoro con ricompensa, per ritrovare la propria auto; alcune erano talmente sommerse e ben mimetizzate col paesaggio, che sono sfuggite anche agli spartineve… il “fortuito”, si fa per dire, disseppellimento ha comportato conseguenze drammatiche per le loro carrozzerie e ingenti danni fisici agli spiritosi che urlavano “Tana!”.

A volerla dire tutta, nessuno è rimasto immune da disagi e inconvenienti. Io, ad esempio, per accedere ai garage, ho dovuto riversare la neve del vialetto, nei giardini del vicinato; puntualmente, il giorno dopo, me la rilanciavano indietro. Tuttavia, lo scambio di cortesie è finito presto: ad un certo punto, né i giardini, né il vialetto erano più sufficienti a contenere tutta quella marea bianca. Con un’espressione sgomenta, siamo rimasti tutti a fissarci l’un l’altro per parecchi interminabili minuti, senza sapere dove cavolo ammucchiarla. Non ci rimaneva altra scelta che costruire pareti di neve, precariamente verticali, modificando drasticamente lo skyline del paese: un osservatore esterno, specialmente in prossimità di rotatorie e spartitraffico, avrebbe avuto la sensazione di trovarsi all’interno di un labirinto, come la cavia di un laboratorio. So cosa state pensando: chi non è di queste parti, crederà che esagero. (Vi rammento che lo dicevano anche di Noè quando ha iniziato a costruire l’Arca!) Considerate che qui siamo attrezzati con mezzi, catene, gomme termiche e turbine; almeno una famiglia su due, conserva in garage una Fiat Panda di vecchia generazione che, alla prima minaccia di nevicata, viene rimessa in circolazione al grido “tempesta non ti temo!”.

Ogni buon sammarinese che si rispetti sa che, in caso di neve, la “Panda vecchio stile” è affidabile, sicura e possiede l’agilità di scalata di uno sherpa. Eppure, nonostante la connaturale preparazione e la consumata esperienza, molti sono rimasti intrappolati in casa e hanno potuto riacquistare la libertà, senza dover attendere il disgelo, solo grazie al provvidenziale intervento delle squadre dei volontari. E mentre alcuni si rendevano disponibili per sgombrare tetti, scalinate e vie d’accesso, altri trasformavano Facebook in Sbadilandia: le bacheche si riempivano di video e foto d’inquietanti personaggi che nuotavano nella neve (indossando solo un paio di boxer), temerari sciatori che affrontavano la “Superstrada Rimini-San Marino” come fosse una pista nera, appassionati di snowboard che si lanciavano dalla Seconda Torre, “professionisti dello scavo” immortalati mentre dormivano sdraiati a fianco del fedele badile, sempre pronti ad intervenire, “neve-dipendenti” (ormai assuefatti e impossibilitati ad “uscire dal tunnel”) che la neve iniziavano a sniffarla. In altre parole, decisive testimonianze di come, a volte, le basse temperature possano causare irreparabili danni al cervello. Segni tangibili di questi scompensi, si riscontravano soprattutto nelle strade, dove pazzi-criminali-furiosi lanciavano auto sportive a velocità siderali, su ampie distese di ghiaccio. Ora, abbiamo già appurato che io sto alla guida come Calderoli sta alla fisica quantistica…, ma perfino la sottoscritta sa che sorpassare in curva, ai 90 km orari, su una lastra di gelo, non è per niente una buona idea. Ciò nonostante, a giudicare dai rottami ritrovati nei pressi di numerosi cumuli di neve, sembra che più si è imbecilli, più si sente il desiderio di farlo sapere a tutti e che non c’è niente di impossibile per un idiota di talento. Per contro, abbiamo finalmente capito a cosa serve lo spoiler: quando cammini sul ghiaccio, è un ottimo punto d’appoggio se vuoi circumnavigare un rottame, senza scivolare.

Ma il lungo periodo di reclusione e l’arresto forzato di tutte le attività, hanno avuto ulteriori catastrofiche conseguenze: il livello di tolleranza generale è stato ridotto ai minimi storici. Condomini che già faticavano a salutarsi, adottavano il credo religioso “se non la spali tu, non la spalo neanche io, a costo di attraversare il cortile su una renna!”, massaie in assetto da guerra che si contendevano con le unghie e coi denti l’ultimo barattolo di passata di pomodoro di tutto il supermercato, cittadini esasperati che inveivano alternativamente contro il servizio rotta-neve, le istituzioni, l’influenza, il mal di schiena, i cassonetti dell’immondizia che non venivano svuotati, l’inverno e “quel maledetto del mio vicino che in questo momento è in ferie ai Caraibi!”. Insomma, è stata dura. Perciò mi capirete se mi sento di condividere pienamente il commento di quel romagnolo che in un’intervista ha apostrofato i romani come segue: “Noi quella neve lì, la spaliamo con le ciabatte!”.

di Romina Marzi

Autore

Romina Marzi
Romina MarziCopywriter
Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.
Romina Marzi

Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.

La Maison e Lifestyle Magazine