Rigore modulare contro la frammentazione

Lo sviluppo urbanistico di Pechino (e di tante città cinesi) ha comportato negli ultimi anni una saturazione e frammentazione ben lontana dalla unitarietà della città storica; questo ha generato caos, disagio e senso di smarrimento da parte degli abitanti. Guardando il tessuto edilizio esistente, formato da blocchi piccoli quasi spontaneamente ed irregolarmente tra loro accostati, gli edifici contemporanei si evidenziano per la macroscala ed il totale disinteresse per in contesto circostante; l’atteggiamento non è quello dell’addizione storica, bensì della sostituzione del vecchio con un “altro” nuovo, totalmente indifferente alla memoria del luogo. Il Blur Hotel è in controtendenza, frutto della completa ristrutturazione di un edificio preesistente che vuole diventare un’architettura coagulante e un nuovo simbolo cittadino. Per far ciò occorreva opporsi alla generale confusione formale e volumetrica degli isolati circostanti, operando una sintesi di architettura contemporanea (nuova pelle) e di tipologie tradizionali (corte pechinese). Nel rispetto del risparmio economico e del recupero, è stata conservata integralmente la struttura portante preesistente ricavando lungo il perimetro delle logge e, all’interno dell’hotel, una corte centrale a tutta altezza su cui si affacciano, ai vari piani, i ballatoi di distribuzione. L’escavazione volumetrica contrasta con la semplicità monolitica del parallelepipedo esterno, richiamando alla memoria la varietà spaziale dei vicoli tradizionali cinesi (hutong). L’edificio è stato rivestito da una pelle traslucida contrassegnata dalla modularità assoluta e continua della griglia geometrica basata sul quadrato, percepibile sia all’esterno che all’interno dell’hotel. Il materiale impiegato è il FRP (Fiber Reinforced Plastic), un polimero formato da una resina termoindurente e traslucida, estremamente leggera; possiede anche un’elevata resistenza agli agenti corrosivi atmosferici ed un basso costo di manutenzione. L’aspetto scenografico è di elevata spettacolarità; alla semiopacità del giorno si oppone, nelle ore notturne, un effetto di luminosità diffusa che rende visibile l’intero parallelepipedo anche a distanza, come un faro simbolico, o moderna lanterna cinese, in grado di vivacizzare l’intera area. L’utilizzo della forma quadrata e la profondità della struttura in FRP consente anche una luminosità interna omogenea e quindi estremamente naturale, fungendo esternamente anche da brise-soleil protettivo dai raggi solari; all’interno può essere invece utilizzata come scaffalatura a giorno per libri e riviste nella hall o nello spazio adibito ad auditorium.

A cura di Alessandro Franco: Architetto (RCF & Partner)

Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!