Architettare. “Se devi fare un ristorante, fallo con stile”

Geb Openspace, nuovo spazio dedicato a case e progetti, di Elisabetta Bartolucci – architetto – e Giulia Garbi – agente immobiliare, si è occupato del restyling del Ristorante Villa, situato nel centro di Cattolica e a due passi dal mare.

Giulia Garbi e Architetto Elisaabetta Bartolucci

Giulia Garbi e Elisabetta Bartolucci

Il nuovo stile del locale è stato pensato per creare un’atmosfera di armonia e convivialità, in cui la parola chiave fosse accoglienza e una particolare attenzione è stata data ai colori e ai complementi d’arredo. Apparentemente dettagli, rivestono invece molta importanza quando si vuole ottenere un contesto completamente nuovo.

Il committente ha chiesto di non modificare la struttura architettonica del locale e di realizzare il restyling in tempi molto ridotti. Il progetto, perciò, si è concentrato su controsoffitti e pareti con funzione di quinte, dipinti dopo un’attenta ricerca delle tonalità più adatte al tipo di volumi del locale. Per dare profondità alla sala principale, ad esempio, si è optato per tinteggiare le pareti di fondo con un verde poetico, morbido, saturo, che Giulia ed Elisabetta hanno chiamato verde Furlo. È la tonalità dell’acqua del fiume dell’omonima riserva naturale, a cui si sono ispirate per conferire al locale la dimensione di equilibrio e armonia che ha oggi. (Luca Coli – cartongessi e tinteggiature).

L’intervento mirava anche a trovare nuove soluzioni distributive dei tavoli e dell’arredo per dare una nuova veste di fruibilità ed eleganza agli spazi. Ecco allora che l’ingresso è stato ripensato in funzione del cliente, in modo da offrirgli la possibilità di attendere il proprio tavolo in “un’area salotto” dedicata all’aperitivo, alla degustazione dei vini o anche solo alle chiacchere con gli amici.

Il Ristorante Villa è diventato così ristorante, salotto e spazio d’arte ed eventi, anche privati. Complementi d’arredo e materiali come il legno di recupero, il velluto e altri tessuti morbidi, sono stati amalgamati con i mobili preesistenti.

La nuova illuminazione a led si presenta diffusa e avvolgente nelle due sale mentre è più diretta sui tavoli grazie all’impiego di corpi a sospensione dal design nordico, ridistribuiti a progetto come punti focali (Ghibol di Marco Boghi). In questo perfetto esempio di restyling totale le eclettiche progettiste si sono occupate non solo degli interni, delle finiture e dell’arredo ma anche della nuova denominazione che da “Ho Fame” è diventata “Villa”, dell’immagine coordinata e dei menù. Insegne e vetrofanie sono state poi realizzate da Graph Studio.

Il nome “VILLA” riassume la filosofia del progetto: trasformare un classico ristorante in un contenitore di eccellenza sia per quanto riguarda la cucina che i vini. Uno spazio dove vivere esperienze che abbiano come protagonisti il buon gusto, la cultura, il cibo e la creatività in ogni sua espressione.

Come in un elegante villa privata. La filosofia del lifestyle contemporaneo servita ad arte.


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