Salone del Mobile 2018 – Milano

Orgoglio nazionale, il Salone del Mobile è arrivato alla sua 57° edizione ed è tra i palcoscenici più ambiti, a livello internazionale, per designer e arredatori.

Cinque le manifestazioni che si sono svolte in contemporanea presso il quartiere Fiera Milano, a Rho: il Salone Internazionale del Mobile, quello dedicato al complemento d’Arredo, le biennali EuroCucina, il Salone Internazionale del Bagno e, infine, il Salone Satellite, dedicato ai giovani creativi.

Trecentomila visitatori da 165 Paesi, 2.000 espositori di cui il 22% stranieri distribuiti in 200mila metri quadrati, un fatturato che sfiora i 27 miliardi. Connubio di bellezza, business, idee e tendenze, lettura del nostro tempo. Il nostro modo di vivere, pensare, lavorare, comunicare è profondamente mutato. Stanno cambiando gli spazi che abitiamo e quelli in cui lavoriamo, cambiano gli oggetti e come li usiamo. Per il mondo del design è una straordinaria occasione. L’architetto Elisabetta Bartolucci e l’agente immobiliare Giulia Garbi ci raccontano tutto questo, indagando la dimensione dell’abitare, il rapporto tra persone, luoghi e spazi.

“Ci siamo concentrate sulle relazioni che le persone stabiliscono con il mondo che gira intorno a loro. Il design sta cambiando punto di osservazione e va verso la convivialità. Gli arredi interpretano il concetto di slow living aggiungendo nuove funzioni che assecondano l’abitare contemporaneo con esigenze multitasking. Un esempio è rappresentato da Vitra che all’argomento ha addirittura dedicato un’installazione alla Pelota 1) sistemi modulari composti da divano, panca, piano di lavoro che si presta a usi diversi nei diversi momenti. Si è perso l’individualismo e si afferma il senso di community anche nel design d’interni, che viene interpretato come vera e propria condivisione. I luoghi diventano aggregativi, il prodotto si dilata, si plasma e si modula per accogliere. Mood che abbiamo ritrovato da 2) Missoni Home che presenta Tektonik, un divano a moduli componibili, conviviale, generoso per forme, sedute profonde e soffici. Proposto in versione centrale e bifacciale, con cuscini morbidamente rivestiti con i tessuti high-touch della Horoscope collection.
Designer che lavorano sulla sottrazione, togliendo materia per arrivare a mobili leggerissimi, funzionali e soprattutto sostenibili. 3) Kartell elabora una seduta con un materiale inedito per la sua storia aziendale, il legno. È la collezione Woody, disegnata da Philippe Stark, realizzata con poco legno curvato a stampo e con le sole gambe in plastica.
Si punta verso la ricerca del calore, tra forme avvolgenti e colori rassicuranti. La selezione dei materiali si sposa spesso con un design che si rifà alle linee degli anni cinquanta, andando dagli imbottiti agli specchi e alle lampade, come il sofà Giulia di Pier Luigi Fighetto by Black Tie 4) Cucina, la stanza più social della casa. Si aprono scenografie inusuali che rispondono a funzioni come mangiare, lavorare e conversare. Esempio: Combine di Piero Lissono by Boffi 5) Cucine a scomparsa, scorrevoli, componibili, camaleontiche, per creare luoghi di aggregazione familiare, un ritorno al tinello degli anni ’50. Nel Fuorisalone troviamo un’angolazione diversa da cui guardare gli stessi temi, in una piacevole cornice cittadina di eventi, installazioni, sperimentazioni in quartieri diversi, dove respirare tendenze e conoscere i protagonisti. Protagonista assoluto è il “giardino” rappresentato e ricreato ovunque, su tessuti e carte da parati a tema vegetale e floreale, su mobili e complementi d’arredo che confezionano stanze dall’atmosfera coloniale. Questo stile naturalistico crea una visione senza tempo, un luogo onirico che riporta a una dimensione intima dell’abitare, esigenza del vivere contemporaneo che vuole riprendersi il contatto con la natura. Le pareti si aprono a scenari immaginati nei sogni. Si respira il desiderio di tornare a forme e materiali preziosi che déstino emozione. Così le trame, gli intrecci, l’effetto tricot in versione macro, evocano il calore di una lana lavorata ai ferri, 6) Roda. Il dettaglio diventa importante e la trama evidente, per fare emergere l’artigianalità. Il futuro è nella memoria artigianale, nel valore della capacità artistica, nell’unicità. 7) Gray garden di Larghevedute handmadewallpaper.
Questo 57° Salone del Mobile ci ha raccontato come si è perso l’individualismo per recuperare il senso del vivere insieme.”

geb openspace
Architetto Elisabetta Bartolucci
Agente Immobiliare Giulia Garbi