Sì, lo voglio! Coincidenze: fortuna, caso o divina provvidenza?

Sposi
Ilaria Villa e Lorenzo Rizzo

Una piccola barca raggiunge il ristorante scelto per festeggiare le nozze. A bordo Ilaria e Lorenzo sorridono, felici del loro amore.

La location non è casuale: non vogliono allontanarsi dai luoghi in cui sono nati e cresciuti. Quei vicoli, le facciate affrescate delle case e i portoni colorati di Borgo San Giuliano (Rimini), li rappresentano, parlano della loro storia e sono da sempre teatro della vita delle loro famiglie. Non possono nemmeno pensare di sposarsi altrove. Anzi, il loro intento è proprio quello di ricalcare le orme dei genitori. Ilaria ha chiara in mente la foto di sua madre che indossa un cappello a tesa larga e un vestito colorato, ornato da balze. In mano un bouquet di fiori di campo. Perciò, anche lei, come la madre, non acquista il suo abito da sposa in un atelier ma preferisce un romantico abitino della boutique in cui si serve abitualmente e il suo bouquet è molto simile a quello dell’immagine. Mille i dettagli che trasformano l’evento in un’evocazione del passato e un omaggio alle origini: antichi candelabri in ottone, centrini fatti a mano dalla nonna materna, un tripudio di colori vivaci che mettano allegria, per un matrimonio in autentico stile retrò. Perfino la torta nuziale non è il classico dolce a piani ma è composta da tanti vassoi decorati da macarons, fiori edibili e fragole. Non mancano i dischi in vinile: ogni tavolo ne ha uno al centro perché la canzone che vi è incisa, è riportata sul tableau mariage e serve per assegnare il posto agli invitati.
Chi lo desidera può usare il giradischi, messo a disposizione nel ristorante, per ascoltare in cuffia la playlist degli sposi. In realtà questa delicata mescolanza tra passato e presente, filo conduttore del matrimonio, ha caratterizzato l’intera relazione della giovane coppia, in un susseguirsi di combinazioni così altamente improbabili da sembrare magiche, quasi come se l’universo tentasse di dire qualcosa. Spesso, quando ci imbattiamo in una coincidenza, siamo noi a voler attribuire un significato a fatti che probabilmente non ne hanno, solo perché in quel momento stiamo vivendo una situazione particolare e l’emotività influenza il nostro giudizio.
Ma se le coincidenze si ripetono?
Nella storia di Ilaria e Lorenzo gli episodi bizzarri sono talmente numerosi che rimane difficile pensare siano dovuti tutti al caso. Tanto per cominciare sono nati lo stesso giorno nello stesso ospedale e hanno passato fianco a fianco le loro prime 48 ore di vita, finché le loro mamme non sono state dimesse.
“Mia madre – racconta Lorenzo – mi ha sempre parlato di questa bimba di nome Ilaria nata un paio d’ore dopo di me. Eppure, nonostante vivessimo a pochi chilometri di distanza, non ci siamo mai incontrati. Avevamo vite e amicizie diverse. Finché un giorno, durante un campeggio con le parrocchie del Centro Storico di Rimini, mentre guardavo con uno degli animatori l’elenco dei bambini iscritti, ho notato il suo nome a fianco di una data ben precisa, la stessa del mio compleanno. Era lei. L’ho cercata ma, quando le ho raccontato della curiosa combinazione, mi ha sorriso e se n’è andata. Già da quella volta – prosegue ridendo – ha iniziato a tirarsela!” Passano quindici anni e avviene l’ennesima coincidenza. “Lei stava facendo tirocinio legale all’Ausl – spiega Lorenzo – mentre io lavoravo al Protocollo. Ogni mattina una segretaria veniva dal suo ufficio al mio per ritirare dei documenti ma un giorno si diede malata e, caso volle, che in quel momento Ilaria fosse la sola persona presente che potesse assolvere a quel compito.
Quando firmò la presa in carico e lessi il nome la riconobbi immediatamente. Feci le mie indagini e un paio di giorni dopo l’aspettai per invitarla a prendere un caffè. Non ci siamo più lasciati.”
Dunque, ricapitoliamo. Vicini di culla, all’età di dieci anni si ritrovano nello stesso momento nel medesimo campeggio, proprio come le loro mamme sono finite a condividere una stanza d’ospedale alla loro nascita.
Anni dopo, lavorando in ambiti contingenti, s’incontrano di nuovo per l’assenza fortuita di una collega di Ilaria. Se le stranezze si fermassero qui, forse potremmo ancora attribuire al caso il merito di averli uniti. Invece, le curiose fatalità persistono. Lorenzo, che gioca a basket nei Fa da’ Matt, chiede ai suoi compagni di squadra di aiutarlo a organizzare la proposta di matrimonio. Terminata la partita, le luci si sarebbero abbassate e ogni giocatore avrebbe avuto in mano una lettera per formare la frase “mi vuoi sposare?”.
Crede di fare una sorpresa alla futura sposa. Non può immaginare che lui sta per averne una anche più grande nel pomeriggio, poche ore prima della proposta. Ilaria compra un test di gravidanza che risulta positivo. Nello stesso giorno, quindi, diventano fidanzati e futuri genitori. Tombola. Naturalmente il piccolo Ettore non nasce in un mese qualunque ma a settembre (Ilaria e Lorenzo sono nati il 7 settembre!) alle ore 7.14. Combinazione, la data che i suoi genitori avevano già fissato per il loro matrimonio è il 14/7! Ma non è ancora finita. Per sposarsi decidono di usare le fedi dei nonni di Ilaria e, dando per scontato che fosse necessario modificarle per adattarle alle loro dita, le provano con il dovuto anticipo. I due anelli calzano perfettamente. Non basta. I due giovani decidono di battezzare il piccolo Ettore durante la cerimonia delle nozze e fino all’ultimo momento non vogliono conoscere il secondo e il terzo nome scelti dalle due madrine. Solo all’atto della registrazione si rendono conto che sono gli stessi nomi del cuginetto, che porta anche il medesimo cognome. “A pensarci è davvero incredibile – sorride Ilaria – sembra che il destino abbia fatto il tifo per noi fin dall’inizio. Si sono verificati una serie di eventi che non possono essere una casualità. O almeno questo è quello che ci piace pensare.”

Le attività che gli sposi hanno scelto per:

Abito sposo
MEMPHIS
Servizio fotografico
ISABELLA MONTI
Concept e Copywriter
TEN ADVERTISING s.r.l.

 

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Redazione

La Prima e Unica Rivista di Casa della Repubblica di San Marino e Circondario.

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