Una proposta per l’estate

Il fischiettare tra sé e sé mentre si sta svolgendo un’azione che ci soddisfa, denota uno stato d’animo sereno e contento. Tutto il nostro corpo “parla” di noi attraverso un linguaggio tutto suo ed è capace di rivelare molte più cose di mille parole. Basta saper interpretare i gesti per capire del nostro interlocutore molto di più di quello che vorrebbe farci sapere. Si chiama “comunicazione non verbale”, e la visione comune tende a considerarla come universalmente riconoscibile, al punto da poter oltrepassare le barriere linguistiche. Da anni, con la mia agenzia, ci occupiamo anche di questo tipo di comunicazione che reputo fondamentale soprattutto per chi ha un’attività che opera con il pubblico. Cerco di fare capire ai miei clienti quanto sia importante imparare alcune tecniche per poter vendere di più, ma soprattutto meglio! Anche perché, a volte, basta solo un sorriso.

Pochi giorni fa ero seduta in macchina ad aspettare che mio marito uscisse da un negozio e ad un certo punto ho cominciato a sentire, prima in lontananza e poi sempre più vicino, un motivetto semplice ma molto allegro. Proveniva da un signore piccoletto, con una bella faccia rubiconda che, camminando, fischiettava allegramente. Il fischiettare tra sé e sé mentre si sta svolgendo un’azione che ci soddisfa, come ad esempio mentre si cammina o mentre si svolge un’attività gratificante, è un bell’esempio di comunicazione non verbale che denota uno stato d’animo sereno e contento. Ascoltando il motivetto del simpatico signore ho pensato che era tantissimo tempo che non ascoltavo più nessuno fischiettare e mi sono ricordata di quando, da bambina, girando a piedi per Rimini, fosse molto facile, quasi naturale, ascoltare operai al lavoro intenti a fischiettare una qualche famosa canzone di San Remo. In questo periodo non è che ci sia molto da fischiettare, me ne rendo conto, ma ugualmente mi manca quella formula di felicità che era così potente da essere capace di contagiare anche il più distratto dei passanti. Chissà se, come lo scorso anno, anche la prossima estate qualcuno si farà promotore di un’iniziativa come “Ice Bucket Challenge”. Si potrebbe riesumare l’atto del fischiettare (piuttosto che quello di buttarsi un secchio di acqua gelata addosso), tutte le volte che si è al lavoro all’aperto, quando si è fermi al semaforo o dentro ad un autobus. Ma anche a passeggio nel parco o mentre si va in bicicletta. I luoghi potranno essere i più diversi, dipenderà da ciascuno di noi, dalla nostra fantasia e dalla nostra volontà. La buona causa è facile da condividere. Vogliamo essere solo noi adulti a ricordare quel tempo in cui la gente canticchiava e fischiettava contenta sia che fosse sul lavoro o in giro per la strada? Credo e mi auguro di no. E allora tentiamo di cambiare rotta e torniamo al nostro passato. Riprendiamoci l’antico gesto del fischiettare e condividiamolo con i nostri bambini. Genitori, nonni, zii, cugini, che la sfida estiva abbia inizio e ricominciamo tutti a contagiarci con il fischiettio. E se qualcuno ci guarderà incuriosito, sapremo dentro di noi di farlo per una buona, buonissima causa.

Barbara Tosi
Direttrice: La Maison e Lifestyle Magazine

Barbara Tosi

Direttore La Maison & Lifestyle Magazine.

La Maison e Lifestyle Magazine