Uomini vs Donne: la tecnica dello sfinimento

Quando stai con una persona da quindici anni, può capitare di sapere cosa sta per dire, prima ancora che completi la frase nella sua mente. Lo guardi negli occhi e capisci subito. Allora lo precedi: “E’ per te.” “No, mia mamma ha chiamato ieri, non può essere lei.” “Ti dico che è per te. Vai a rispondere.” “Perché io? Tanto è sicuramente per te. Alzati e vai a rispondere.” “Sei più vicino…”.

 Questo brillante e arguto scambio di battute si ripete ogni volta che squilla il telefono ed è una guerra psicologica che io perdo regolarmente (anche perché se non hanno riattaccato al dodicesimo squillo, ritengo che se la meritino pure una risposta!). Lui non cede mai, per non creare un precedente. Ed è sempre così: una sfida continua.

A volte mi chiedo se alle elementari tenessero, a mia insaputa, delle lezioni di “strategia di sfinimento”, materia in cui gli uomini sembrano essersi specializzati. Provate. Se domandate alla vostra “dolce metà” di svolgere una qualsiasi incombenza domestica, dopo aver opposto un’adeguata resistenza propinandovi svariate scuse, alternando quelle più plausibili ad altre assolutamente improbabili, vi liquiderà con un “Ok, adesso vado”, senza accennare a muoversi (la velocità di esecuzione è inversamente proporzionale all’urgenza con cui vi serve la cosa che avete chiesto. Se ne avete bisogno subito, potrebbero volerci mesi). Quando decide di avervi fatto aspettare il tempo sufficiente a non suscitare la falsa impressione di aver ubbidito ad un ordine (il pensiero che non si tratti di ordini ma di collaborazione, non lo sfiora nemmeno), assolverà al suo compito in malo modo o svolgendolo a metà. Vi faccio qualche esempio: dopo avergli chiesto di comprare la panna da cucina della tal marca, spiegandogli di che colore è la confezione e in quale reparto del supermercato può trovarla (munendolo di dettagliate indicazioni topografiche e logistiche del locale, fino a descrivere perfettamente lo scaffale su cui cercarla e specificando che vi serve proprio quella e non un’altra), vi compare davanti con un vasetto anonimo che non avete mai visto prima perché, giustamente, era in offerta. Oppure, dopo esservi raccomandate di non acquistare limoni perché ne avete una dozzina nel frigo, torna con un sacchetto pieno di limoni, sostenendo che non lo avevate avvisato. (Ora abbiamo limoni per tutto il quartiere. Se i nostri vicini dovessero scongiurare improvvisi attacchi di diarrea, sostanziali carenze di vitamina C e fastidiose nausee mattutine, siamo pronti. Possiamo salvarli tutti).

Oppure, dopo averlo pregato di non lasciare una scia di abiti sporchi in ogni stanza della casa, quasi a voler marcare il territorio come fanno i cani, ve li ritrovate ammucchiati nel sottoscala o sul portabiancheria (a questo punto vi verrebbe la tentazione di appenderci sopra un foglietto illustrativo: A) sollevare il coperchio; B) introdurre i vestiti nel contenitore; C) il portabiancheria in realtà, è un efficiente elettrodomestico che, se usato regolarmente e in maniera adeguata, ve li farà ricomparire lavati e stirati negli appositi cassetti). Nel caso tutto questo vi induca a sospettare che la sua memoria a breve termine si resetti ogni quindici minuti, vi state sbagliando: la verità è che preferisce ignorarvi. Questo atteggiamento può portare a tre logiche reazioni: A) decidete di arrangiarvi da sole per non dover rimediare ai suoi errori (ed è esattamente l’obiettivo che lui voleva raggiungere); B) persistete nel richiedere il suo aiuto, magari elogiandolo per la sua solerzia e competenza (manovra subdola e spiazzante, che richiede però grande sangue freddo ed incipienti dosi di valium); C) accantonate l’iniziale impulso di sferrargli un calcio rotante alla Chuck Norris e cercate di portarlo a più miti consigli e compromessi (tattica meno incisiva e dal risultato incerto, ma che vi preserva dalla galera e dall’ulcera gastrica). Naturalmente, ai fini della discussione, il fatto che voi vi dobbiate accollare anche gli impegni di lavoro, la gestione dei figli, o il sostenimento di esami universitari, oltre alle ordinarie mansioni domestiche, non ha alcuna rilevanza. Vi sentirete sminuire con frasi del tipo: “Che ci vuole a lavare i panni?? C’è la lavatrice!”.

Gli uomini sembrano convinti che la biancheria, di sua iniziativa, esca nottetempo dal cesto dei panni sporchi per farsi un giro in lavatrice; sempre in maniera autonoma, ne esce per impiccarsi volontariamente allo stendino e per scivolare sotto il ferro da stiro, prima di farsi trovare accuratamente ripiegata nell’armadio. Peccato che Harry Potter sia solo un film e peccato che, dopo esservi distrutte la schiena a stirare per ore, scoprite che lui ha giocato a Tetris con le magliette del suo cassetto, elaborando complicate architetture geometriche. A questo punto l’unica reazione che vi viene in mente è sbattere ripetutamente la testa contro il muro, domandandovi: “Perché? Perché a me??”. Al contrario, se malauguratamente, durante la vostra assenza, il vostro uomo dovesse trovarsi nell’emergenza di stirare una camicia, questa deprecabile mancanza vi verrà rinfacciata fino alla fine dei vostri giorni. Non basta. Pur non avendolo mai visto cimentarsi in determinate operazioni, avrà la pretesa di sapere perfettamente come dovrebbe essere rifatto il letto, stirato un pantalone, conservata la verdura, risparmiata energia elettrica, tagliata e condita l’insalata. Sebbene la sua esperienza culinaria non vada oltre l’uovo al tegamino, non mancherà di farvi notare come la carne non sia cotta a dovere o le patate non abbiano una bella doratura. Nonostante lasci intendere di ignorare che i piatti non lievitano da soli dal lavandino alla lavastoviglie e che la carta igienica non si riproduce spontaneamente sul portarotoli, si accorgerà immediatamente, invece, che avete dimenticato di comprare l’aceto e di cucirgli i calzini. Infine, sebbene la sua propensione per un’alimentazione vegetariana ed uno stile di vita ecologista, venga puntualmente rinnegata nei bagordi con gli amici e quando apre le finestre in pieno inverno per cambiare aria (anche se fuori segna -10 gradi ed il repentino sbalzo di temperatura implica un notevole consumo energetico per “sbrinare” le pareti della camera), vi accuserà di non essere coerente con le vostre idee, se interrompete la dieta per una pizza con le amiche.

Insomma, è una continua guerra che gli uomini sono determinati a vincere (per questo amano giocare a Risiko e alla Playstation: si allenano a scovare nuovi modi per lavorare l’avversario ai fianchi!). L’unica cosa che posso dirvi è: tenete duro. Per quanto mi riguarda, la prossima volta che il mio ragazzo si lamenta perché la pasta è troppo salata, aprirò il frigo e senza parlare indicherò i limoni.

di Romina Marzi

Autore

Romina Marzi
Romina MarziCopywriter
Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.
Romina Marzi

Laureata in Scienze della Comunicazione, dal 2008 lavora presso l’agenzia TEN Advertising s.r.l. con la mansione di copywriter. Si occupa di stilare e correggere i testi commerciali che vengono usati per campagne pubblicitarie, siti web, brochure, presentazioni aziendali o di prodotto. Collabora alla realizzazione della Rivista La Maison e Lifestyle dove, nel corso degli anni, ha ideato diverse rubriche a carattere umoristico: “pausa caffè”, “quel sassolino nella scarpa”, “Lui dice/Lei dice”.

NON seguire questo link o sarai bannato dal sito!