Viva le spose

Spose
Daniela D’Ambros Burchio e Stella Frenda

Quando sono diventate amiche, nel 2007, non pensavano che il loro legame sarebbe diventato così speciale. La storia che ci hanno raccontato ci è piaciuta molto e, se sostituite i nomi di Daniela e Stella con quello di un uomo e una donna, vedrete che non è molto diversa di quella di tante altre coppie. L’amore è sempre amore.

Daniela, di origini svizzere, è una fotografa professionista che vive in Italia da quando era diciannovenne. Uscita da una storia importante, non vuole più saperne dell’amore e rimane single per dodici anni, finché l’esigenza di fare nuove conoscenze si fa sempre più forte e decide di iscriversi a una chat. Inizialmente una completa delusione. Nessuna delle persone che la contattano sembrano interessanti e, proprio quando sta per abbandonare il sito, le arriva un messaggio di Stella. Quella ragazza ha un modo simpatico e coinvolgente di scrivere, tanto da incuriosirla e spingerla a rispondere. Da quel momento cominciano a chattare ogni giorno. Si cercano per il buongiorno del mattino e la buonanotte della sera “come due anime che si uniscono dopo tanta attesa” racconta Stella e, quando i messaggi non bastano più, passano alle telefonate. Anche se la loro amicizia è appena iniziata, c’è nell’aria la stessa complicità di chi si conosce da tempo e da lì a desiderare di incontrarsi il passo è breve. Ma tanta è l’emozione che Stella si confonde. Lavorando alternativamente in quattro negozi della stessa catena, nel dare appuntamento a Daniela, finisce per mandarla all’indirizzo sbagliato. Il primo incontro avviene così, tra una risata, le palpitazioni per l’attesa, l’imbarazzo per la svista, il fascino di due occhi azzurri e, tra un cliente e l’altro, l’incredibile racconto pieno di dettagli che Stella fa della sua vita. Lei, solitamente così riservata, è invece incredibilmente loquace in quell’occasione. Entrambe mettono subito in chiaro di non volere una storia d’amore, di non cercare altro che una bella amicizia come quella che sta nascendo, ma galeotto fu il tramonto. Una sera di maggio a Porto Verde, con la scusa di farsi fare un servizio fotografico da una professionista, Stella si lascia invitare a cena e, al ritorno, scatta il primo bacio. Immediatamente sentono di appartenersi, due anime gemelle. Dopo appena una settimana vanno a vivere assieme, ma devono fare i conti con le reazioni dei reciproci genitori. La madre di Stella “sopporta” la sua nuova compagna solo per paura di perdere la figlia e il rapporto con lei diventa sempre più difficile, anche a causa del sopraggiungere di una diagnosticata demenza senile.
Anche la madre di Daniela non accetta di buon grado la situazione perché teme le critiche di amici e parenti. L’incontro tra Stella e il suocero, invece, avviene in una circostanza particolare: ricoverato in pronto soccorso, viene raggiunto dalla figlia che corre da lui subito dopo il lavoro e si “dimentica” di mangiare. Stella, preoccupata perché Daniela non aveva ancora cenato, si presenta in ospedale con una pizza. Quel gesto premuroso fa subito “innamorare” il futuro suocero che, solitamente diffidente con tutti, dialoga con la nuova compagna di sua figlia come se la conoscesse da sempre e, prima di congedarla, rivolge a Daniela questa frase «tieniti stretta questa ragazza e stai attenta perché un uomo potrebbe portartela via».
Ma qualche tempo più tardi anche le reticenze della suocera vengono vinte. «Ho presentato Stella a tutti i miei parenti» racconta Daniela «Ne sono stati conquistati e hanno cominciato a elogiarne la gentilezza e la solarità, tanto che mia mamma si è finalmente decisa a incontrarla. Per l’occasione è andata dal parrucchiere, si è vestita a festa e si è perfino truccata!
Ci è venuta incontro con un sorriso a trentadue denti e, da allora, stravede per lei. La considera come la figlia mancata con cui condividere argomenti femminili, visto che io sono sempre stata più “randagia” e mi piace costruire mobili, il giardinaggio, il computer. Non mi appassiono per trucchi, vestiti o cucina.» Daniela ride e continua «Abbiamo sempre vissuto la nostra storia come marito e moglie, quindi non c’è stato un momento preciso in cui abbiamo deciso di sposarci. Era semplicemente qualcosa che sentivamo dentro e, come coppia di fatto, volevamo avere la libertà di poterci assistere nel bene e nel male. Quando ho comunicato la decisione ai miei parenti erano tutti estasiati, ma quelle più commosse erano le nostre amiche brasiliane.
Visto il valore che diamo a questa scelta, l’anno scorso siamo andate alla Basilica di San Pietro per partecipare al Giubileo. Lì abbiamo acquistato le fedi, con incisa la preghiera del Padre Nostro, e le abbiamo fatte benedire.» Stella conclude «Siamo cattoliche e, anche se non possiamo sposarci in Chiesa, sentiamo che il Signore ci è vicino comunque e, con la sua luce, guida le nostre vite.»

Daniela D’Ambros Burchio e Stella Frenda