Vizi, vezzi e virtù – Una conversazione possibile con IROL (Lorenzo Salvatori)

A cura di: Marco Mussoni

La gente ha bisogno di vedere persone autentiche là fuori, persone sincere che siano realmente interessanti. Vogliono quello che vogliono. Hanno bisogno di ciò di cui hanno bisogno. In primo luogo, Irol, io ti apprezzo per quello che fai. So che adesso sei il ragazzo-rap di tutti.

MM – Dove stai adesso?
I – A Rimini, con due amici. In una casa indipendente in cui possiamo suonare, lavorare ai nostri pezzi e vivere.

MM – Perché hai iniziato a fare musica?
I – E’ da sempre un meccanismo inconscio quello con cui mi sono approcciato alla musica. Da piccolo, era un modo per sfogarmi.

MM – Cosa per te è sempre essenziale?
I – La salute in primis.

MM – Hai pubblicato il tuo primo mixtape mentre eri ancora a scuola. Sei rimasto sorpreso dalla reazione che hai ottenuto?
I – No. La gente si è fatta tante domande e se lo è studiato questo mio primo lavoro. Di certo, se lo vado ad ascoltare ora, è un prodotto acerbo e l’investimento fatto, tramite un’etichetta indipendente, non era ampio.

MM – Quindi c’è stato un feedback del tipo “wow, questo ragazzo ha molto talento”?
I – Sì, sì. C’è stato!

MM – Ti senti cambiato da quando hai iniziato a pubblicare musica?
I – Ah, certo. Tanto, totalmente, anzi è un viaggio continuo.

MM – Pensi te stesso come un rapper?
I – Come un rapper, sì. Nello stesso tempo, anche come scrittore, direi un compositore, ecco!

MM – Essere in grado di fare RAP significa essere cantautore?
I – Sì, è un cantautorato il Rap. Un modo diretto e fraseggiato per dire le cose, una sottile differenza fra poesia e canzone.

MM – Quali sono stati i tuoi primi palcoscenici?
I – Il parcheggio 7 in Città, l’ex Tiro a Volo, le Battle di Free Style a Milano e a Perugia nel 2008.

MM – Quali snack e quali bevande e/o alcolici ti piace consumare durante i tuoi concerti?
I – Birra

MM – Come funziona il tuo processo? Inizi con il ritmo o con i testi?
I – Io ho bisogno di vibrazioni per scrivere, parto sempre da una base che mi ispiri, da note che mi facciano viaggiare.

MM – In questo momento, qual è il punto di forza della tua musica, secondo te?
I – Ė molto diretta. Il rap è un linguaggio nuovo che comunica molto a dispetto di una canzone pop che dice quattro parole e le ripete all’infinito per tutti i tre minuti della sua durata.

MM – Come si chiama il tuo ultimo disco?
I – “Distanze” ed è un EP. I pezzi non hanno una durata ampia. Non è un lavoro con tantissime tracce perché vuole valorizzare i produttori musicali con cui, negli anni, ho realizzato un prodotto artigianale e della zona.

MM – Quanto tempo sei stato lavorare a questo EP?
I – Due anni

MM – Cosa mangi a colazione?
I – Un’arancia o un limone spremuto. Poi mangio sempre qualcosa di salato e, per finire, un bel caffettino dietro.

MM – Perché un musicista sammarinese decide di esprimersi attraverso il Rap?
I – Sono uno dei primi rapper a San Marino e questa cosa mi ha sempre contraddistinto.

MM – Com’è nata l’idea?
I – L’ho visto fare e già da piccolo scrivevo filastrocche.

MM – Questo disco è stato presentato a San Marino?
I – Sì

MM – Come pensi sia stato percepito?
I – Come un lavoro Underground.

MM – Sei soddisfatto?
I – Sono molto soddisfatto.

MM – Fai arte attraverso l’uso del suono. Quali sono i tuoi primi ricordi della musica?
I – Tutte le vibrazioni, tutte quelle pelle d’oca che ho avuto, le devo a mia sorella e alla musica che, durante i viaggi in macchina, mi faceva ascoltare.

MM – Se tu dovessi mostrare te stesso attraverso una nuova forma d’arte, quale sceglieresti?
I – Il teatro.

MM – Può un paese d’origine così “piccolo” geograficamente consentire opportunità a un musicista che un paese “grande” non potrebbe offrire?
I – No

MM – Come si potrebbe descrivere lo stato attuale del mondo dell’arte di San Marino?
I – San Marino ha del benessere e questo, secondo me, consente di avere il tempo di studiare e approfondire tutte le arti. Garantisce anche una buona ricerca e una buona produzione.

MM – Quale è la parte peggiore di essere un artista a San Marino?
I – Il limite che hanno le situazioni in cui puoi essere tirato in ballo.

MM – E la migliore?
I – La quantità di situazioni in cui puoi essere tirato in ballo, al di là del loro limite. Io qua sto bene e ho il tempo di dedicarmi alla mia musica.

MM – Scrivi abitualmente anche quando non stai lavorando a un nuovo album o a un nuovo pezzo?
I – Si scrivo. Mi piace giocare con le parole, con le sillabe, con le consonanti.

MM – Ti capita mai di avere con te il “blocco dello scrittore”?
I – Un block notes ce l’ho anche qui, con me, adesso. Però il blocco dello scrittore, che è un’altra cosa, capita spesso. Ad esempio, quando sono alla ricerca d’ispirazione e non c’è quella base che mi fa vibrare dentro, oppure quando ho già detto una cosa importante per me e non so come continuare a esprimermi.

MM – Vorresti fare musica anche se nessuno la ascoltasse?
I – E’ la colonna sonora della mia vita, mi è sempre stata a fianco e senza musica la mia vita non avrebbe senso.

MM – Se fosse arrivata la fine del mondo e tu dovessi fare un tuo ultimo pezzo, quale intoneresti?
I – Cardiopalma. Sarà presto disponibile.

MM – Se ti chiedo di chiudere gli occhi adesso…, chiudili. Cosa vedi?
I – L’orizzonte.

“Distanze” di Irol è uscito il 20 Novembre 2015.

 

Marco Mussoni

Designer e Imprenditore

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