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Vorrei vivere al contrario per capire questo mondo storto

Vorrei vivere al contrario per capire questo mondo storto

In questo ultimo mese, ancora una volta sono stata sopraffatta da me stessa e più precisamente da un mio tipico comportamento, che nella mia vita lavorativa, e non solo, è tanto ricorrente quanto i cambi di stagione. Non c’è Santo che mi fermi, non c’è Angelo che mi blocchi, ogni volta ci ricado con tutto il peso del mio essere mortale. Solo alla fine, dopo l’inevitabile badilata sui denti, eccomi di nuovo a riflettere in maniera più o meno “filosofica” su quei sentimenti di compassione e di misericordia, che proprio in questi giorni sembrano andare tanto di moda, ma che per me in questi ultimi anni hanno comportato conseguenze al limite della catastrofe. A giochi fatti le storie che mi trovo a vivere e rivivere, sono quasi sempre le stesse, ma ovviamente mi si presentano ogni volta con la faccia di persone differenti. Solo la formula rimane invariata ed è l’apparente richiesta di un qualsiasi tipo di aiuto, che immancabilmente, neanche a dirlo, ricevono! Mi si presentano come persone desiderose di avere un’occasione per dimostrare il proprio valore; persone che si descrivono leali e che il concetto di onestà è scritto nel loro DNA… Passa del tempo, a volte anche lungo (in alcuni casi troppo lungo!). Ed ecco le prime avvisaglie di chi è veramente il soggetto con cui ho a che fare. Pur credendomi dura e determinata nell’esporre le mie opinioni nei loro confronti, tuttavia, ogni volta mi viene strappata la seconda occasione. Gli espedienti per ottenerla si sono fatti di volta in volta sempre più sofisticati, ma il fare leva sulla mia innata umana compassione, determina la mia puntuale capitolazione. E’ lei che oscura la mia razionalità al punto tale da non permettermi di vedere e capire che spesso, l’humus di questo strano mondo è un compost di approfittatori, sfruttatori, vigliacchi, disonesti e anche delinquenti! Io li chiamo: “esseri”, “non-persone”, “entità” e in alcuni casi anche “astrazioni”. Perché chi si approfitta in maniera subdola, calcolata e malvagia di chi ti tende una mano sincera, arrivando persino a servirsi dei propri figli per suscitare maggiore compassione, per me non è degno di essere definito una persona.

E qui, nasce la mia domanda: “Che cos’è la compassione, se non dare il proprio aiuto, se hai facoltà di farlo?”. Don Milani diceva: “A che serve avere le mani pulite, se poi si tengono in tasca?”
E qui la mia risposta: “Nella mia vita posso dire di avere avuto compassione per troppe persone ma forse erano semplicemente quelle sbagliate. Adesso però ho finalmente capito che colui che rifiuta ogni tipo di commiserazione, è forse l’unico, ad esserne davvero degno”.

di Barbara Tosi
Direttrice “La Maison e Lifestyle Magazine”

Barbara Tosi

Direttore La Maison & Lifestyle Magazine.

La Maison e Lifestyle Magazine